Giubileo dell’ottavo centenario della morte di san Domenico.

Il grande ciclo di celebrazioni iniziato nel 2016, anno in cui cadevano gli 800 anni della conferma dell’Ordine dei Predicatori da parte dell’allora papa Onorio III sta per chiudersi con il 2021, ormai alle porte, in cui ricorreranno gli 800 anni dalla morte di san Domenico. Il santo fondatore dell’Ordine, infatti riposa ancora nella monumentale arca che fa della nostra basilica bolognese la “casa” spirituale di un Ordine che ha raggiunto i confini della terra.

Il 6 gennaio è iniziato l’ultimo degli anni giubilari che hanno impegnato l’Ordine e lo impegneranno ancora con importanti appuntamenti fino al 6 gennaio del 2022. La chiave di lettura sarà quella della tavola, un tema apparentemente domestico e scevro di riferimenti immediati ad una storia di santità come quella di Domenico e dell’Ordine da lui fondato e guidato nei primi fondamentali passi: in realtà il riferimento è molto caro ai domenicani e, si spera, potrà diventare familiare e grato anche a chi ci conosce solo per sentito dire, o per essere i “cattivi” del Nome della rosa: si tratta della cosiddetta tavola della Mascarella.

Questo ci rimanda alla prima casa dell’Ordine quando i primi frati predicatori giunsero a Bologna. Da pochissimo il panorama della città si era impreziosito con le svettanti torri degli Asinelli e della Garisenda e la minuscola comunità trovò spazio nella piccola chiesa della Mascarella, chiesa, ora parrocchiale, che conserva, appunto, la tavola in cui abbiamo la prima raffigurazione iconica del nostro fondatore. Tradizione vuole che, non essendoci nulla per il pranzo, dopo una fervorosa preghiera del santo di Caleruega, due personaggi (angeli?) iniziarono a distribuire dei pani: la preghiera di Domenico era stata ascoltata. Proprio la tavola, ci mostra, nella convivialità quel “cuor solo e anima sola” che ogni comunità domenicana si impegna ad essere, a partire dal quotidiano, dalla semplicità per seguire la via di una santità possibile e lontana da modelli più immaginari che realmente vissuti.

E’ stato l’arcivescovo di Bologna, il card. Matteo Zuppi a celebrare la Santa Messa di apertura del Giubileo, il giorno dell’Epifania: un bel modo di sottolineare l’affettuoso legame che ci lega alla chiesa di Bologna. A maggio, fra le date da ricordare, la festa della Traslazione, per cui si spera possa esserci la presenza di papa Francesco. L’altrettanto tradizionale celebrazione agostana (a Bologna il 4, nelle altre chiese locali il giorno 8) vedrà la messa celebrata dal nostro confratello, fra Philipp Johannes Wagner. Infine, nella prossima Epifania, quella del 2022, a chiudere l’anno giubilare, sarà la messa celebrata dal nostro priore provinciale.

Oltre a questo, sempre compatibilmente con l’emergenza sanitaria causata dal Covid, ci saranno anche molte altre iniziative, fra le quali la possibilità di partecipare a dei pellegrinaggi per ripercorrere i passi di san Domenico nei suoi spostamenti in Italia, tra Bologna, Roma, Firenze. Montepulciano e Viterbo, e altre che saranno annunciate in seguito. Quest’anno, però, sarà primariamente un periodo propizio per conoscere o fare conoscere meglio uno di quei santi di cui si sa poco, non solo perché i dati biografici non abbondano e perché abbiamo pochissime testimonianze e scritti, ma anche perché, come molti sante e sante, Domenico è stato per certi versi trasparente: secondo alcuni storici il suo profilo si intravvede nel suo uniformarsi a Cristo e davvero si può dire che è dai frutti che si conosce l’albero.

L’albero di Domenico, altro modo in cui viene tradizionalmente raffigurato l’Ordine, è ricco di rami, fiori e frutti. Chi sa che, anche in un periodo complesso e travagliato come questo, non possa essere per molti come il ramo di mandorlo che il Signore mostrò al profeta Isaia per spingerlo a non farsi ingannare dalle apparenze e cogliere i segni dei tempi, come a suo tempo fece un giovane sacerdote, nato in un piccolo villaggio a nord di Madrid sul finire del XII secolo e che, ancora oggi, continua a inviare i suoi frati a predicare il vangelo per la salvezza delle anime.

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