Dal discorso del beato Pier Giorgio Frassati all’inaugurazione della bandiera del Circolo «Giovane Pollone».

«Preghiera, Azione e Sacrificio»: sono tre parole che riassumono tutto un vastissimo programma allo svolgimento del quale necessitano le energie di noi e delle generazioni che verranno.

Preghiera è la nobile supplica che noi eleviamo al trono di Dio, è il mezzo più efficace per otte nere da Dio le grazie di cui noi abbisognamo e specialmente la forza della perseveranza, in questi tempi in cui l’odio dei figli del demonio si scatena furibondo sulle pecore fedeli dell’ovile. E nel racco mandare a voi la fervida preghiera, io annovero in questa preghiera tutte le pratiche di pietà, prima fra tutte la Santissima Eucaristia. E ripensando all’apostolo della Santissima Eucaristia – al santo Pio X di venerata memoria -, io vi esorto con tutte le forze dell’anima ad accostarvi il più possibile alla Mensa Eucaristica; cibatevi di questo Pane degli angeli e di là trarrete la forza per combattere le lotte interne, le lotte contro le passioni e contro tutte le avversità, perché Gesù Cristo ha promesso, a coloro che si cibano della Santissima Eucaristia, la Vita eterna e le grazie necessarie per ottenerla. E quando sarete totalmente consumati da questo fuoco eucaristico, allora potrete più coscientemente ringraziare Iddio che vi ha chiamati a far parte di quella schiera e godrete di quella pace che i felici secondo il mondo non hanno mai provata, perché la vera felicità, o giovani, non consiste nei piaceri del mondo e nelle cose terrene, ma nella pace della coscienza, la quale si ha soltanto se noi siamo puri di cuore e di mente.

Dopo aver fortificato il nostro spirito nell’attendere con somma diligenza alle opere di pietà e dopo avere studiato intensamente i quesiti che ci agitano, allora ci potremo lanciare all’apostolato. E si distinguono tre apostolati. Prima di tutti l’apostolato dell’esempio: noi cattolici dobbiamo far sì che tutta la nostra vita sia regolata dalla legge morale cristiana; poi l’apostolato di carità, con l’andare in mezzo a coloro che soffrono e confortarli, in mezzo ai disgraziati e dir loro una buona parola, perché la religione cattolica è basata sulla carità che non è altro che il più perfetto Amore. L’apostolo San Paolo dice: «La carità di Cristo ci abbisogna» e, senza questo fuoco che a poco a poco deve distruggere la nostra personalità per palpitare solo per i dolori degli altri, noi non saremo cristiani e tanto meno cattolici. Infine l’apostolato di persuasione, e questo è uno dei più belli ed è necessario: avvicinate, o giovani, i vostri compagni di lavoro che vivono lontani dalla Chiesa e passano le ore libere non nei sani divertimenti, ma nel vizio. Persuadete questi infelici a seguire le vie di Dio, cosparse di molte spine ma anche di molte rose.

Ma se ognuno di voi possedesse al massimo grado queste doti e non avesse in abbondanza lo spirito di sacrificio non sarebbe un buon cattolico. Noi dobbiamo in tutto e per tutto sacrificare le nostre ambizioni, tutto noi stessi alla causa della Fede. La nostra vita per essere cristiana è una continua rinunzia, un continuo sacrificio, che però non è pesante quando solo si pensi che cosa sono questi pochi anni passati nel dolore in confronto all’eternità felice, dove la gioia non avrà misura e fine, dove noi godremo di una pace che non si può immaginare.