Foto Olmi

 

1. Profilo personale

Antonio Olmi è nato a Macerata nel 1958. Dopo aver studiato filosofia –laurea nel 1982 all’Università di Macerata, dottorato di ricerca del MiURST nel 1989– si è dedicato per alcuni anni all’insegnamento della filosofia e della storia nelle scuole superiori. È entrato nel 1995 nell’Ordine dei Predicatori, proseguendo gli studi nell’ambito della teologia sistematica a Bologna (Studio Accademico Teologico Bolognese, dove ha conseguito il baccellierato in Sacra Teologia), e a Roma (Pontificia Università Gregoriana, dove ha conseguito la licenza e il dottorato in Sacra Teologia sotto la direzione di Gerald O’Collins SJ). In seguito, ha iniziato a insegnare presso la Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna (Bologna), dov’è docente stabile straordinario di teologia sistematica. È attualmente il direttore di Sacra Doctrina, rivista scientifica di teologia (www.sacradoctrina.it).

2. Linee di studio e di ricerca

(1) Che cos’è la realtà? (2) Come possiamo conoscerla? (3) Come può tale conoscenza renderci felici? L’attività di ricerca di Olmi può essere considerata un tentativo di rispondere a queste tre domande. (1) Punto di partenza è il problema della realtà: solo le «cose» materiali sono reali, o il concetto di realtà dev’essere ampliato, in modo da comprendere la Prima Causa e il Fine Ultimo di tutto ciò che esiste? In tal caso, la realtà di ultimo livello non può che essere Dio, l’«Essere Supremo» (secondo san Tommaso d’Aquino), il «Signore del Cielo» (“天主”, secondo Matteo Ricci) – l’origine increata e il fondamento di ogni perfezione creata. (2) E tuttavia, «Dio nessuno l’ha mai visto» (Gv 1,18). Per poter alzare lo sguardo verso di Lui – e dare così un solido fondamento alla nostra conoscenza della realtà, che è creata da Lui, partecipa della Sua perfezione, ha (analogicamente) la Sua stessa «struttura» – è necessario compiere tre passi. Primo: usare la «retta ragione» – cioè esercitare la ragione naturale in conformità con i princìpi universali della conoscenza e della morale (che secondo Fides and Ratio, 4, costituiscono la «filosofia implicita» dell’umanità). Secondo: andare oltre (non contro!) la ragione – cioè aderire, con l’aiuto della grazia, alle verità divine rivelate da Dio in Gesù Cristo e nella tradizione della Chiesa. Terzo: tornare a una ragione «espansa» – cioè a una ragione illuminata dalla virtù della fede e dal dono della sapienza, che permette di comprendere la realtà nella prospettiva stessa di Dio. (3) L’uso della ragione «sapienziale» – differente da quella «tecnica» o «scientifica» per il fatto che conosce «per connaturalità», e non semplicemente «per astrazione» – rende più facile alla persona umana vivere in armonia con la realtà; cioè vivere secondo virtù. Essendo virtuosi, è più facile riconoscere la presenza di Dio, prestare ascolto alla Sua rivelazione, seguire Gesù Cristo, vivere la «mistica della vita quotidiana» – un’anticipazione della beatitudine eterna che «Dio ha preparato per coloro che Lo amano» (1Cor 2,9).

3. Pubblicazioni

(1) Per ciò che riguarda la realtà di Dio – che è il «Dio della realtà» – e la sua struttura intelligibile: «A propos de Dieu» in Céntre Éric Weil (ed.), Actualité d’Eric Weil, Beauchesne, Paris 1982, 125- 133; Dio come categoria. Saggio sulla Logique de la Philosophie di Eric Weil, Marzorati, Milano 1986. In riferimento al mistero della SS. Trinità: «Il concetto di appropriazione nel pensiero di Tommaso d’Aquino», in Sacra Doctrina 51 (2006), 2, 68-128. Sugli aspetti cristologici e soteriologici del mistero di Dio: «La cristologia della Commissione Teologica Internazionale (1969-1999)», in Sacra Doctrina 45 (2000), 5; «I miracoli di Gesù», in G. A. Possedoni (ed.), Simbolismo e simbolismi. Raffronti, analogie e differenze, Metauro Edizioni, Pesaro 2002, 155-165; «La soteriologia della Commissione Teologica Internazionale (1969-2003)», in Divus Thomas 107 (2004), 37, 125-187. Sul «paradigma di Calcedonia», e il suo ruolo chiave in teologia: Il consenso cristologico tra le chiese calcedonesi e non calcedonesi (1964-1996) («Analecta Gregoriana» 290), Editrice Pontificia Università Gregoriana, Roma 2003; «La struttura del mistero di Dio», in A. Olmi (ed.), Il mistero di Dio, Sacra Doctrina 53 (2008), 4, 313-346; «Il “paradigma di Calcedonia” come criterio d’inculturazione del Vangelo», in A. Olmi (ed.), Inculturazione e dottrina della fede nelle teologie asiatiche, Sacra Doctrina 56 (2011), 3, 307-335.
(2) A proposito del «senso comune, ovvero «senso della realtà», e della sua relazione con il pensiero analogico: «Filosofia comparata e filosofia del senso comune», in Divus Thomas 96 (1993), 5, 127-166; «Ermeneutica e senso comune», in Divus Thomas 97 (1994), 9, 57-92; «La teoria dell’interpretazione di Emilio Betti e i fondamenti di un’ermeneutica realista», in Divus Thomas 98 (1995), 10, 43-84; «L’analogia come concetto analogico», in F. Bertelè – A. Olmi – A. Salucci – A. Strumia, Scienza, analogia, astrazione. Tommaso d’Aquino e le scienze della complessità, Il Poligrafo, Padova 1999, 65-140; «Le metafore della redenzione come redenzione della metafora», Divus Thomas 105 (2002), 31, 282-296; «La Grammar of Assent di John Henry Newman come modello gnoseologico del sensus fidelium», in Divus Thomas 106 (2003), 35, 57-72. Riguardo la «conoscenza per connaturalità» in rapporto con l’esperienza del sacro: «Sacralità del male e colpa originaria», in A. Olmi (ed.), Il peccato originale tra teologia e scienza, Edizioni Studio Domenicano, Bologna 2008, 171-194; «Senso della realtà e scienza del sacro: appunti per una ierologia realista», in La visibilità del Dio invisibile, Divus Thomas 91 (2008), 51, 152-172. (3) Sul rapporto tra conoscenza ed esperienza mistica: «Conoscenza intellettiva ed esperienza mistica in Tommaso d’Aquino e Teodorico di Freiberg», in Divus Thomas 94 (2001), 29, 151-167. Sull’uso della ragione sapienziale da parte di san Tommaso d’Aquino e di Matteo Ricci: «Ragione e fede nel Catechismo di Matteo Ricci», in Rivista di Teologia dell’Evangelizzazione 15 (2011), 29, 51-74; «Ragione naturale e ragione sapienziale nel pensiero di P. Matteo Ricci», in C. Giuliodori – R. Sani (edd.), Scienza ragione fede. Il genio di Padre Matteo Ricci, EUM, Macerata 2012, 259- 287; «La teologia del Catechismo ricciano», in M. Ricci, Il vero significato di «Signore del Cielo» (《天主实义》), a cura di 孙旭义 – A. Olmi, Edizioni Studio Domenicano, Bologna 2013, 51-88. Attualmente in corso di stampa: «The Chalcedon Paradigm and the Sapiential Realism of St. Thomas Aquinas» (conferenza tenuta a Hong Kong, 2013); “Thomas Aquinas and Matteo Ricci: Summa Theologiae as the Theoretical Core of The True Meaning of “Lord of Heaven” (《天主实义》) (conferenza tenuta a Wuhan, 2014).