L’impegno di un frate in un centro culturale domenicano

Sono Marco Tommaso Reali e sono un frate domenicano di 45 anni. Mi sono avvicinato all’Ordine attratto particolarmente dallo studio e dalla predicazione. Mi ricordo che la grandezza delle biblioteche dei conventi che avevo visitato, mi ispirava a comprendere quanta bellezza è riposta nella contemplazione di Dio e quanta responsabilità sia necessaria per raccontare le meraviglie conosciute. Credo che la cultura per un frate domenicano rappresenti un punto irremovibile in qualsiasi attività apostolica e missione, per sottolineare la necessità del dialogo e la ferma convinzione che ogni contenuto soprannaturale debba essere mediato dalla qualità del rapporto umano. Amo scrivere, e questo amore per redigere i libri nasce dalla necessità di comunicare le bellezze nascoste che fanno parte della nostra esistenza. Sono direttore di una collana di libri presso la casa editrice Aracne, che si chiama Progetto Pròsopon, ed è dedicata all’antropologia teologica. Per questa collana scrivo circa due libri all’anno. L’urgenza comunicativa non permette di indugiare troppo. Credo che un libro, nella speranza che possa essere letto, non debba essere prolisso, ma nemmeno tratti troppo sommariamente i problemi, per non cadere nel vuoto del qualunquismo letterario. Mi piace scrivere con uno stile fresco e giovanile. Ho vissuto un’esperienza bellissima insegnando per cinque anni religione in una scuola superiore di Bergamo. In questo periodo ho imparato dai ragazzi di scuola che la teologia ha bisogno di “sporcarsi” ed essere confrontata con domande inaspettate, che portano la ricerca a sviluppare nuovi percorsi. La scuola è stato un formidabile laboratorio che mi ha portato a scrivere, e trasmettere problemi nuovi nel mondo universitario. I miei libri riflettono queste esperienze, legate soprattutto all’entertainment contemporaneo, al mondo dei videogiochi, ed a tutto ciò che di religioso appartiene alla cultura giovanile. Scrivere un libro significa comunicare un’emozione e aiutare le persone a maturare una consapevolezza critica per comprendere l’autenticità di un percorso che conduce a ritrovare la fede. Mi occupo delle attività culturali presso il nostro Centro Culturale San Bartolomeo di Bergamo e insegno teologia morale presso la Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna e presso l’Istituto superiore di Scienze Religiose Santi Vitale e Agricola a Bologna. Naturalmente come domenicano sono un predicatore, soprattutto con conferenze e meditazioni. Mi sono affacciato anche nel mondo televisivo, comparendo a Raiuno mattina e a Bergamo TV. Parlo qualche lingua straniera, ma ho sempre amato il tedesco. Trovo che la letteratura teologica tedesca sia particolarmente ispirata e attenta ai problemi reali. Seguo molto volentieri i libri e le trasmissioni televisive di un confratello domenicano della provincia di Teutonia che si chiama Manfred Entrich, molto conosciuto nel suo paese. In Germania ha venduto circa otto milioni di libri. Desidero citare un suo testo: “Gott an der Tankstelle”, che tradotto significa: Dio alla pompa di benzina. Questo suo libro mi ha proprio toccato il cuore.