Ordine dei Predicatori (Domenicani) - Provincia San Domenico in Italia


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NOVIZI

 

L’ingresso nella vita religiosa avviene con il noviziato. Il noviziato è un periodo di prova per conoscere più profondamente la vocazione divina e particolarmente quella domenicana (cf. LCO 177). È anche un tempo particolare di incontro con Dio, con se stessi e con gli altri per acquisire gradualmente la capacità di solitudine interiore (Mexico 30a).

 

Vita comune

 

Prospettiva di sviluppo graduale

La realizzazione generosa, di un ulteriore sviluppo di valori, quali l’amicizia, la lealtà, la fedeltà alla parola data, l’autonomia personale e delle virtù soprannaturali che alimentano la comunione fraterna dei novizi.

L’lmpegno serio a progredire nella vita comune fraterna come sostegno reciproco sull’esempio di san Domenico, e una maggior disponibilità al bene comune.

 

 

Atteggiamenti interiori

Capire che l’esperienza comunitaria del noviziato prepara una più vasta capacità di comunione fraterna nel futuro apostolato: sul piano umano, all’interno della vita religiosa, nella Chiesa e con tutti gli uomini.

Riconoscere nella comunità non solo un aiuto ai propri bisogni e una scuola di socialità, ma anche una condizione privilegiata per santificare se stessi e costruire il Regno di Dio.

Crescere nella trasparenza all’interno della comunità, per condividere le proprie lotte e difficoltà.

Non scoraggiarsi nelle difficoltà della vita comunitaria, possono essere occasioni di crescita se accettate con generosità e atteggiamento di fede.

Vivere l’amore fraterno e la disciplina dell’osservanza regolare, affinché la comunità religiosa sia un’autentica comunione di persone ed abbia anche le caratteristiche di un gruppo in permanente formazione.

 

 

Mezzi

Partecipazione abituale agli atti comuni come segno della volontà di vivere la vita in comunità ( cf. Providence 260,3);

preghiera frequente a favore dei confratelli, segno chiaro di stima, di amore, di accettazione, di aiuto, imparando così a confermarsi l’un l’altro, ad ascoltarsi e a vincere le paure di condivisione della fede (cf. Bologna 122,2);

colloqui comunitari; ricreazioni in noviziato e con la comunità; uscite mensili di noviziato;

accettazione del lavoro manuale, vissuto come partecipazione al lavoro degli uomini e come necessaria collaborazione al buon andamento del noviziato e del convento;

graduale inserimento nella più ampia comunità formativa come condivisione di gioie e di fatiche, e aiuto fraterno;

conoscenza dello sviluppo storico e apostolico della propria Provincia e della Famiglia Domenicana.

 

Desiderio dei voti

 

OBBEDIENZA

 

Prospettiva di sviluppo graduale

Scoprire che il «principio di unità si ottiene con l’obbedienza» e che, poiché la nostra obbedienza è a Dio e al Vangelo, essa si esercita «sotto la guida dei superiori che col loro ministero umano fanno le veci di Dio» (Messico 36,3.2.2);

impegno serio a progredire nell’obbedienza ai fini della santificazione personale, come crescita nella libertà e nella responsabilità alla realizzazione del progetto comunitario apostolico;

verifica da parte del novizio e dell’Ordine della idoneità alla vita religiosa e domenicana;

esercizio dell’umiltà che consente di scoprire nei confratelli e nelle leggi un aiuto e una sicurezza soprannaturale, rendendo così più spedito il cammino di consacrazione.

 

Atteggiamenti interiori

Riconoscere nel voto di obbedienza anche un atto di fedeltà al carisma dell’Ordine secondo il mandato di evangelizzazione dato dal Papa a san Domenico;

docilità alla guida del maestro in un dialogo di reciproca fiducia;

partecipazione sincera e attiva al dialogo comunitario, con la disponibilità a saper relativizzare il proprio punto di vista e accogliere quanto verrà deciso comunitariamente o dai superiori;

 

Mezzi

Senso di responsabilità nell’eseguire compiti affidati anche se non graditi;

rispetto dei compiti altrui senza intromettersi indebitamente;

supplire con un servizio discreto e creativo quanto fosse stato trascurato dagli altri;

evitare la passività e la pigrizia, l’obbedienza esteriore e la tendenza a condurre le cose prevalentemente secondo il proprio punto di vista;

accogliere in umile silenzio, come un aiuto, le osservazioni fatte dai superiori, pur avendo sempre la possibilità di una successiva chiarificazione;

approfondire, anche da un punto di vista psicologico, le dinamiche dell’obbedienza e i suoi pericoli, superando le fasi immature della dipendenza e della contro-dipendenza con una matura indipendenza, che obbedisce in modo responsabile

 

CASTITÀ

 

Prospettive di sviluppo graduale

Impegnarsi in modo deciso a raggiungere un sufficiente dominio delle proprie pulsioni per favorire nel candidato la verifica dell’idoneità alla vita religiosa.

Giungere alla consapevolezza che la castità è un dono prezioso che viene dall’alto, ma allo stesso tempo, è fragile e vulnerabile.

Percepire l’unicità di Dio e del suo amore, capace di ristrutturare tutta l’affettività, il modo di vedere, amare, ed avvicinare le persone con cuore indiviso.

 

Atteggiamenti interiori

Consapevolezza della positività del corpo e del suo significato;

conoscenza chiara del proprio orientamento sessuale, stimandolo e accettandolo (cf. Caleruega 42);

stima per la donna, con una normale capacità di autocontrollo e di equilibrio emozionale (cf. Bologna 89);

rapporto più intimo con Cristo, che si allarga in fraternità autentica, in sincera amicizia tra i confratelli e in più viva carità apostolica verso tutti gli altri.

 

Mezzi

Impegno deciso attraverso una intensa vita spirituale alimentata dalla Parola di Dio, dalla preghiera, dai sacramenti e dalla devozione alla Vergine Maria;

clima di autentica fraternità, in un impegno comune di accettazione reciproca e di edificazione vicendevole;

conoscenza approfondita della vita affettiva, della maturità, della sessualità, del celibato e dell’amore casto (cf. Bologna 90);

autodisciplina nell’uso del tempo e una necessaria mortificazione e custodia dei sensi;

recupero delle ricchezze della nostra tradizione mistica, con particolare attenzione alle amicizie vissute dalle grandi figure dell’Ordine (cf. Calegruega 42).

 

POVERTÀ

 

Prospettive di sviluppo graduale

Tendere ad un progressivo, ma deciso distacco dalle cose inutili e a un senso di essenzialità e semplicità per quelle necessarie, anche come prova di idoneità del novizio alla vita religiosa.

Crescere nella libertà di spirito e di fatto quanto alle cose che sono date in uso.

 

Atteggiamenti interiori

Comprendere il valore della povertà come conformità a Cristo, che per noi si è fatto povero, come solidarietà effettiva con i poveri e come credibilità del Vangelo che annunciamo;

formarsi, in prospettiva del futuro voto, una mentalità realistica, ma anche sincera, sulla osservanza dello spirito di povertà, nonostante non sia facile nelle odierne condizioni;

rendersi conto di quanto, con grande sacrificio, ci è stato trasmesso anche materialmente, così da usarne in spirito evangelico e conservarlo con amore e cura.

 

Mezzi

Cercare di riempire il cuore con i beni che non periscono;

mantenere uno stile di vita sobrio, semplice e chiaramente distinto dai modi di vita delle classi ricche della società in cui si vive (cf. Calegruega 43);

essere presenti nei luoghi di emarginazione per fare esperienza personale della realtà della povertà, della sofferenza e della ingiustizia (Messico 66, 2a 5);

manifestare un concreto senso di responsabilità per le cose date ad uso personale o messe in comune, con vero interesse per la loro conservazione;

consegnare al maestro quanto si riceve, soprattutto denaro, perché sia destinato ai bisogni del noviziato;

abituarsi a presentare le richieste delle proprie necessità ai superiori evitando ogni dipendenza da amici e familiari;

essere disponibili interiormente e di fatto quando vi sono dei lavori per il bene comune della comunità.

 

Osservanza regolare

 

Prospettive di sviluppo graduale

Crescere nella stima dell’osservanza regolare per arrivare, sia pur gradatamente, alla convinzione che essa è:

scuola di autentica santità, la quale svolge una funzione pedagogica ascetica e mistica;

indispensabile, affinché la disciplina comune permetta una pratica reale della vita domenicana;

aiuto alla nostra debolezza quando viene meno il fervore e l’entusiasmo.

 

Atteggiamenti interiori

Maturare la convinzione che l’osservanza regolare, nel suo senso più ampio, garantisce l’unità dell’Ordine, salvaguarda l’autenticità del carisma, pur nell’articolarsi dei suoi elementi in continuo aggiornamento secondo le esigenze dei tempi;

comprendere quale aiuto possano dare all’osservanza regolare i seguenti mezzi:

la clausura: oltre ad avere un suo valore interiore perché facilita l’incontro con Dio in una profonda conoscenza di se stessi, arricchisce e difende l’intimità della famiglia religiosa e favorisce l’applicazione allo studio;

il silenzio: tanto congeniale alla vocazione domenicana, facilita la contemplazione, lo studio, la preparazione alla predicazione;

l’abito: è segno della consacrazione a Dio e testimonianza davanti agli uomini (PC 17; ET 22);

le opere di penitenza: come incessante richiamo al nostro bisogno di conversione.

 

Mezzi

Sapiente uso del tempo;

chiedere e motivare le uscite dal convento; a tale proposito, i singoli novizi potranno assentarsi dalla casa di noviziato e soltanto per un tempo strettamente necessario, nelle seguenti circostanze: matrimoni di fratelli e sorelle, infermità gravi, o funerali di parenti stretti, elezioni civili, o consultazioni referendarie;

riservare le ricreazioni ai tempi e ai luoghi a ciò destinati;

osservare il silenzio ovunque fuori del tempo di ricreazione; in caso di necessità parlare sottovoce;

rispettare la cella come luogo di raccoglimento, preghiera e studio; non si incontrino in essa i confratelli, se non per comunicazioni brevi e urgenti;

portare l’abito in accordo con gli usi della comunità, fatte salve le indicazioni del regolamento interprovinciale.

 

 

 

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