Ordine dei Predicatori (Domenicani) - Provincia San Domenico in Italia


Vai ai contenuti

Menu principale:


Provincia | Formazione | Frati studenti 1

Vita comune

 

In continuità formativa con il periodo precedente

La novità della vita comune può suscitare durante il noviziato un facile entusiasmo e un temporaneo fervore. Il noviziato però rappresenta un momento particolare di segregazione dalla realtà sociale e dalla più vasta comunità conventuale, con la conseguente accentuazione di vita introspettiva e di piccolo gruppo. È una fase molto intensa di informazioni e di istruzioni che richiedono di essere assimilate e sviluppate gradualmente;

Frati professi

I professi semplici invece, pur mantenendo ancora una maggior distinzione dalla comunità conventuale rispetto ai professi solenni per la loro diversa partecipazione e responsabilità nel capitolo del convento e nelle sue scelte di vita comunitaria e apostolica, devono gradualmente integrarsi nell’unica comunità di formazione (cf. OGF 162);

la partecipazione dei professi semplici alla vita capitolare della comunità è normata da LCO 7, § III e da eventuali accordi esistenti tra le Province italiane;

i professi solenni infine, membri dell’Ordine a titolo definitivo, in genere, partecipano regolarmente al capitolo conventuale, e con diritto di voto secondo la nostra legislazione corrente e gli accordi vigenti tra le Province italiane.

 

Prospettive di sviluppo graduale

Maggiore responsabilità nel programmare la propria giornata per quanto riguarda la preghiera personale, lo studio, il tempo libero, iniziative personali...;

apprendere a vivere le altre componenti della vita domenicana (preghiera, voti, studio, determinazione e pratica dell’osservanza regolare, apostolato) in modo comunitario;

comprendere l’importanza del proprio ruolo nella comunità, pur nella differenza degli studi e dei servizi svolti;

disponibilità ad accogliere e ad integrarsi con i nuovi confratelli (comunità ogni anno sempre un po’ nuova);

integrazione progressiva con la comunità conventuale e con le varie comunità della Provincia;

(*+) integrazione effettiva nella comunità conventuale: accettazione degli altri, capacità di saper instaurare un rapporto di dialogo con tutti, disponibilità a portare il proprio contributo nelle discussioni comunitarie;

(*+) mantenersi fedeli agli impegni comunitari pur negli aumentati impegni di ordine scolastico e apostolico;

(*+) rendersi conto che l’efficacia dell’apostolato dipende anche da una intensa e riuscita vita comunitaria.

 

Atteggiamenti interiori

Maturazione affettiva che si manifesta nella capacità di accettare se stessi e di accogliere i fratelli;

la accettazione di sé presuppone una giusta conoscenza dei propri limiti e un equilibrata disponibilità all’autocritica;

l’accoglienza dei fratelli comporta:

il saper perdonare;

la capacità di confronto con gli altri, che permetta di valorizzare le diversità dei punti di vista, delle esperienze personali, accettando senza intolleranza anche posizioni diverse dalle proprie;

il farsi animatori della propria comunità dando la personale collaborazione perché essa sia d’aiuto e di crescita per tutti;

spirito di servizio e disponibilità per mettere in comune non solo il frutto del proprio lavoro ma anche le energie fisiche e spirituali, le proprie idee, tempo... (superamento dell’individualismo);

per favorire veri scambi di fraternità e una crescita della comunione conventuale, partecipare con disponibilità alle ricreazioni in comune con tutti gli altri religiosi del convento;

maturare una vera cultura della nostra democrazia, nelle riunioni del proprio ceto, come della comunità conventuale (cf. Bologna 123) e una reale capacità di dialogo, accettando il confronto delle varie posizioni e assumendosi la responsabilità delle proprie opinioni.

sentire la nostra comunità e la Chiesa come un dono di comunione, derivante dalla partecipazione all’Amore di Dio;

(*) imparare a comporre le esigenze dell’inserimento nuovo nella comunità e degli incarichi affidati con le esigenze della propria vita interiore e di approfondimento culturale;

(+) saper armonizzare la maggior disponibilità all’apostolato con la necessità di avere il tempo sufficiente per i propri doveri: preghiera, studio, uffici comunitari...;

(*+) disponibilità a comunicare con gli altri rendendoli partecipi del proprio lavoro, ministero, difficoltà...

 

Mezzi

Colloqui con i responsabili della formazione e con il direttore spirituale;

colloqui comunitari: revisione di vita, programmazione della vita del proprio ceto, discussioni sulla vita religiosa, su temi di attualità...;

riunioni di verifica, di confronto e programmatiche del proprio ceto anche senza la partecipazione del maestro;

assunzione degli incarichi comunitari del proprio ceto e disponibilità a svolgere dei lavori in convento;

(=) momenti liturgici e paraliturgici riservati alla comunità dello studentato;

partecipazione alle ricreazioni comuni con i frati del proprio ceto o a quelle di tutta la comunità;

per favorire veri scambi di fraternità tra i frati studenti e una crescita della comunione conventuale, oltre a ricreazioni in comune con tutti gli altri religiosi del convento, si ricerchino e si promuovano altre forme di aggregazione tra gli studenti e con tutta la comunità formativa (es.: gite comunitarie, anche con intenti culturali e artistici...);

incontri di dinamica di gruppo animati da un esperto, per fare emergere i conflitti, mostrare le spinte distruttive dei rapporti, aiutare la comprensione delle proprie personali difficoltà e porre le condizioni di un superamento delle varie incompatibilità;

incontri programmati con le varie comunità della Provincia;

incontri tra i frati in formazione delle Province italiane (cf. OGF 81);

(*+) dare la possibilità di conoscere la Provincia attraverso i doverosi servizi che in essa si possono svolgere.

 

 

 

AVANTI >>


Torna ai contenuti | Torna al menu