Ordine dei Predicatori (Domenicani) - Provincia San Domenico in Italia

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Promotore provinciale della formazione permanente

Promotore della Formazione Permanente

fra Massimo Rossi o.p.

 

 

 

 

Tra i Promotori provinciali, chiamati a coordinare le diverse attività nelle quali si realizza e si esprime il carisma dell’Ordine, c’è anche il promotore della Formazione Permanente, quell’impegno di formazione e approfondimento intellettuale, che segue immediatamente gli anni di studio – cosiddetta formazione iniziale – e dovrebbe continuare fino alla fine…

 

San Domenico rinvenne nello studio un luogo ideale di contemplazione e di conoscenza della Verità, finalizzato alla predicazione; fece dunque dello studio uno dei pilastri portanti del carisma domenicano.

 

Definire la formazione permanente è tutt’altro che facile: non si tratta solo dell’aggiornamento che ogni religioso deve curare in ordine al proprio ministero di predicazione, e, nel caso che svolga anche un incarico provinciale, a favore di tale incarico – tanto per fare un esempio: la promozione delle vocazioni esige continuo aggiornamento quanto alla pedagogia, al linguaggio da usare nella relazione con i giovani, e soprattutto riguardo ai criteri di discernimento vocazionale, alcuni dei quali si evolvono nel tempo.

 

La Formazione Permanente è un impegno che si allarga oltre la dimensione del singolo religioso e si esprime nella sensibilità da parte della Provincia a rendere sempre vivo l’amore per lo studio e il confronto intellettuale (in senso lato) tra tutti i religiosi.

 

Per favorire e sostenere l’aggiornamento personale, la collaborazione e il dialogo tra i religiosi sul senso e il valore della formazione intellettuale, il Promotore allaccia e mantiene legami regolari con i Lettori conventuali, i quali promuovono e coordinano a livello locale la formazione dei religiosi. Insieme con i Lettori, il Promotore individua eventuali filoni di pensiero, temi che possono intercettare l’interesse dei religiosi, e propone a tutti i frati della Provincia iniziative di carattere formativo. Sono occasioni preziose di confronto e di incontro fraterno, che favoriscono la mutua conoscenza e la stima vicendevole dei diversi ministeri e apostolati.

 

 

 

 

 

  25 novembre 2010
« Proposta di riflessione a tutti i religiosi della Provincia »

 

Cari Confratelli,

dopo l’incontro con i Lettori conventuali svoltosi a Milano prima dell’estate, ho pensato e ripensato a cosa proporre a tutti i Religiosi della Provincia in qualità di promotore della Formazione Permanente.

Non molte settimane or sono, ho incontrato il promotore della Pastorale Giovanile, fr. Davide Traina, con il quale mi sono accompagnato in ‘amabile conversazione’ sul tema dell’annuncio della Verità, con particolare attenzione ai destinatari dello stesso.

E mi sono chiesto: quali opportunità abbiamo noi, frati, di incontrare i giovani? con quale linguaggio ci rivolgiamo a loro? che tipo di proposta siamo in grado di offrire?

In altri termini: la delicata questione dell’inculturazione nell’ambiente giovanile della Parola del Vangelo: strategie, pedagogia, contenuti, bacino di utenza, strutture di accoglienza, formazione adeguata dei predicatori…

Vorrei avviare un confronto su questo tema, che credo delicato e importante.

A questo proposito vi invio in doppio formato il documento che la CEI ha appena pubblicato a proposito, introdotto dal Card.Bagnasco, recante anche, in appendice, il discorso che Benedetto XVI ha tenuto lo scorso 27 maggio in occasione della 61° assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana.

Leggetelo, e discutetene in comunità; sarebbe anche possibile organizzare un incontro a livello provinciale, invitando l’Autore del documento.

Naturalmente, prima di invitarlo avrei bisogno di avere una minima assicurazione di presenza dei frati all’eventuale incontro provinciale… ma questo è già un passo successivo.

Quello che per ora mi preme è segnalare prima di tutto l’importanza del nostro contatto con i giovani, una questione che va ben oltre l’intento vocazionale e che interpella ciascun religioso in veste di Predicatore.

Vi ringrazio dell’attenzione e auguro a tutti un preziose tempo forte di Avvento.

  « Orientamenti pastorali CEI 2010.pdf »

 

  21 febbraio 2011, Traccia di lettura del documento
« Educare alla vita buona del Vangelo»

 

Per la discussione

Il commento CEI mette al centro delle cosiddette emergenze educative la relazione umana, e non cita mai esplicitamente il Sacramento della Riconciliazione, come occasione di valutazione delle relazioni.
Pur essendo relativo al contesto italiano, il documento non parla mai del fenomeno dell’immigrazione e dell’integrazione, con i relativi risvolti e ricadute di ordine educativo.
La riflessione proposta dalla CEI sembra definire la relazione pastorale in termini di educazione: ma è proprio così? oppure la relazione pastorale si può porre anche diversamente dal ruolo educativo?

La lingua italiana distingue tra autorità e autorevolezza: quanto al ruolo educativo della Chiesa, le indicazioni CEI parlano espressamente di Autorità ma non di autorevolezza: una svista? L’analisi condotta dal documento sulle problematiche sociali è sostanzialmente completa; quale coscienza reale c’è nei pastori di queste problematiche? Gli elementi teologici del Vat.II sono stati effettivamente recepiti nella formazione umana e cristiana di questo inizio terzo millennio?

In attesa di un Vostro riscontro scritto, all’indirizzo Email: assimoros@domenicanibg.it – bastano anche poche parole –, auguro a tutti fraternità e pace; e dal momento che la Quaresima è ormai alle porte, auguro anche un proficuo tempo forte di conversione! Fraternamente.

   Traccia di lettura del documento
« Educare alla vita buona del Vangelo »


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