Ordine dei Predicatori (Domenicani) - Provincia San Domenico in Italia

Menu principale:


Priore Provinciale | Oltre Roma e più di Roma?

Una Malizia al Mese > Malizie scritte nel 2011

Oltre Roma e più di Roma?

 

Dialogo tra il sottoscritto e un altro frate alla fine di un Capitolo generale:

- «La liturgia non è stata varia e non ha dato spazio ai diversi stili locali dei partecipanti».

- «Sì, è vero. Però quanto a dare voce ai diversi stili locali, il discorso mi sembra complesso, poiché ciò che in loco ha senso, esportato, rischia di diventare spettacolo».

- «Ma no, sono ricchezze di un pluralismo che dobbiamo manifestare!».

- «Però Roma, favorevole al pluralismo rituale, è contraria alle mescolanze all’interno dello stesso rito e dunque per analogia ... e poi le tradizioni vanno confrontate e non mescolate».

- «Sì, questo è il punto di vista di Roma. Noi però siamo l’Ordine della Verità e abbiamo un punto di vista più ampio!».

 

Ecco finalmente il chiaro e solenne enunciato: «Siamo più di Roma e oltre Roma»!

Atteggiamento variamente inteso e vissuto: c’è la gratitudine a Dio per averci collocato in un osservatorio così lungimirante; c’è l’impegno ad andare oltre il magistero sollecitandolo così a progredire; c’è il tenere duro con la freschezza del vangelo in quelle regioni che Roma “normalizza” con nomine di vescovi di destra e opusdeisti ecc.

Naturalmente c’è anche chi affronta le questioni cominciando dal Diritto Canonico e andando a vedere se in argomento esiste un documento di qualche congregazione romana.

Come Esaù e Giacobbe, le due tendenze si scontrano nel ventre di Rebecca loro madre.

 

Anzitutto è doveroso reagire in positivo

Al di là delle sbavature, certe frasi possono partire da un solido fondamento: lo Spirito Santo provvede la Chiesa «di diversi doni gerarchici e carismatici» (LG 4), che non coincidono. Dunque i pastori con il loro magistero non hanno l’insieme dei carismi. «Quelli che presiedono la Chiesa» devono tuttavia pronunciare un giudizio «sulla loro genuinità e sul loro esercizio ordinato», badando di «non estinguere lo Spirito, ma di esaminare tutto e ritenere ciò che è buono» (LG 12). Dunque può essere normale ritrovarsi dei carismi che vanno oltre la consuetudine della gerarchia e presentarli a «quelli che presiedono la Chiesa» per farli riconoscere. Capita alla nascita di un Ordine, lungo la sua storia e nell’attualità.

C’è poi una considerazione locale: in Italia la Santa Sede e la CEI hanno una presenza forte e strutturata; in altri paesi più “poveri”, può capitare che ciò che si riceve dall’Ordine “sembri” più originale, abbondante e stimolante di ciò che si riceve dall’istituzione ecclesiale. Per cogliere il senso di certe affermazioni, bisogna anche porsi da questo punto di vista.

 

Però...

Però bisognerebbe sempre agire all’interno del magistero dottrinale citandone i documenti e seguendone le impostazioni con una certa consonante simpatia e cercando di coordinare il ministero con le scelte della Santa Sede e dei vescovi. Perché è solo così che ci si presenta con un biglietto da visita credibile e si riescono a far passare “alla Chiesa” i nostri carismi.

Non bisognerebbe pensare che chi cita il CIC, il CCC e il restante magistero ha il cervello castrato, trattandosi di una scelta positiva all’interno di una comune dinamica.

Non bisognerebbe separare troppo disinvoltamente l’istituzione dalla comunione, né andrebbero tollerate posizioni difformi - sulle affermazioni e non sulle opportunità - con la motivazione che stiamo camminando verso la Chiesa del futuro.

Le sparate e i non allineamenti non verranno di certo puniti: saremo però marginalizzati.

 

Il chierico Roncalli

nel ritiro per il diaconato (Roma 9-18 dicembre 1903) si proponeva: «Voglio essere come quei buoni vecchi sacerdoti bergamaschi di una volta, la cui memoria vive in benedizione e che non vedevano e non volevano vedere più in là di quanto vedeva il Papa, i vescovi, il senso comune, lo spirito della Chiesa».

Evolvendo da questo punto di partenza e arricchendolo senza sconfessarlo, Roncalli arrivò a convocare il Vaticano II. Quelli che oggi tendono ad andare oltre Roma, dove arriveranno?

 

Fra Riccardo Barile o.p.

 


 

Per chi la gradisce, è a disposizione una suoneria per cellulare fatta in casa

 

«scarica»

 

Si tratta dell’inizio per eccellenza, il primo preludio del primo libro del Clavicembalo ben temperato di Johann Sebastian Bach († 1750). Qui la melodia dopo le prime battute è troncata con un taglio sfumato per riprenderla con le battute conclusive (durata minuti 0,26).

Su questa sequenza Charles Gounod († 1893) costruì la celebre Ave Maria e tanti altri hanno elaborato sperimentazioni di ogni tipo sino al rock, poiché, come circola detto nel mondo della musica, «Non tutti i musicisti credono in Dio, ma tutti credono in Bach».


Torna ai contenuti | Torna al menu