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Milano, 8 luglio 2006
Ai frati della Provincia San Domenico in Italia su
Vengo con imbarazzo a turbare le vacanze di chi parte e la tranquillità di chi resta, tranquillità assicurata anche dalla "vacanza" di riunioni e documenti.
Le date tuttavia non sono spostabili e in questo mese di luglio 2006 ricorre il X anniversario della costituzione della Provincia S. Domenico in Italia, frutto della fusione delle due province del nord. Brevemente le date * 8.7.1996: inizio del capitolo * 10.7.1996: votazione separata e positiva al quesito sull'unione * 10.7.1996 (stesso giorno): decreto del Maestro dell'Ordine sulla fusione delle due province.
A dieci anni di distanza e di esperienza mi pare che l’operazione sia fondamentalmente riuscita e che sia il caso di rendere grazie a Dio autore di ogni bene. Infatti:
- i frati scontenti della fusione sono pochissimi e, a differenza di quanto osservavo circa un altro elenco, qui per contarli bastano veramente le dita di una mano;
- tra i frati delle ex province si è costituita da subito e ad oggi perdura una "trasversalità" sia nell'attribuzione di incarichi, sia nel coagularsi del consenso o del dissenso su opzioni ecclesiali, pastorali, sociali/politiche, provinciali,
- non si sono mai originate serie tensioni;
- tra i frati delle ex province si è costituita da subito e ad oggi perdura una “trasversalità” sia nell’attribuzione di incarichi, sia nel coagularsi del consenso o del dissenso su opzioni ecclesiali, pastorali, sociali/politiche, provinciali, conventuali ecc.
Funzionalmente parlando, la fusione è stata quasi equivalente all’adozione dell’euro per gli stati europei: non ha risolto tutti i problemi, ma ha aiutato a felicemente gestirli. Così sono continuate situazioni difficili personali, siamo scesi di numero e di forze e abbiamo programmato delle chiusure: tutto però è stato gestito in orizzonti più ampi e dunque meglio. Non solo: l’incremento numerico ha permesso di affrontare con tranquillità alcuni progetti come la FTER, il rinnovamento delle ESD, l’incremento delle attività a Torino S. M. delle Rose ecc.
Anche la presa a carico di nuovi e più ampi confini geografici ha stimolato una più ampia progettualità, almeno a livello di prime buone intenzioni.
Di fatto però le nuove prospettive e i nuovi problemi sono scattati con un’operazione territoriale, per cui un’unica provincia ha ottenuto un territorio più ampio delle precedenti, ed è decisivo tentare di capire che cosa significa questa nuova presenza sul territorio.
Non credo che significhi un affidamento sic et simpliciter del territorio al modo del vescovo/diocesi: certo anche noi facciamo nascere e crescere la fede con l’ascolto che presuppone la predicazione (Rm 10,8-9.13-17) e nutriamo la fede con i sacramenti, ma tutto ciò all’interno di chiese locali radunate e governate dal ministero della successione apostolica.
Non possiamo neppure più relazionarci al territorio come nei primi secoli della nostra storia quando ogni convento disponeva di un territorio assegnatogli per la predicazione e a sua volta suddiviso in “limiti” affidati a un predicatore, venendo così a crearsi una sorta di azione apostolica che copriva il territorio a modo di una completa griglia grafica.
Forse la scelta di oggi è il tentativo di costituire - o rafforzare - dei nostri centri significativi nei luoghi significativi del territorio.
Naturalmente tutto si paga e la fusione ha comportato il ridimensionamento dell’importanza di alcuni centri e l’offuscamento di certe tradizioni o consuetudini non scritte. Ha comportato il ridimensionamento dei “luoghi simbolici”, dove i frati venivano generati e ai quali si guardava per la vita delle altre comunità, come Chieri e Bologna, che oggi non hanno più per tutti lo stesso peso simbolico e affettivo: è una grave carenza antropologica.
Ma forse era un prezzo che valeva la pena di pagare in vista di una vita più ricca all’interno e dunque più apostolica. Perché il fine è arrivare qui: toccare i confini è solo uno strumento.
Refrigerii sedem et quietis beatitudinem concedat nobis Dominus (vale per i defunti e... per le vacanze).
Fra Riccardo Barile o.p., priore provinciale
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