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Milano, 1 novembre 2009
Ai frati della Provincia San Domenico in Italia
Formazione e Studio è la seconda sezione degli Atti del Capitolo provinciale, in continuità con gli Atti del 2005, ma con qualche novità non sempre avvertibile, in quanto la redazione attuale ricalca la precedente. Mi limito a pochi cenni per una lettura "critica".
La formazione iniziale presenta alcune nuove accentuazioni.
- Prenoviziato (13 e ritocco in StPr 20 § III): nuova è l'indicazione della finalità, cioè il discernimento in «previsione di un inserimento» del candidato «nella vita domenicana» senza ulteriori precisazioni e dunque in tutta la sua ampiezza: preghiera, spirito apostolico, attitudine alla vita comune (si è omesso di insistere solo su quest'ultima). Nuova è anche la «forma non residenziale» del prenoviziato, sia pure con un «tempo congruo di residenzialità». Tutti ritocchi non per sminuire la serietà del prenoviziato, ma per adeguarlo a persone e a situazioni, evitando che una certa rigidità lo renda un anticipo e un doppio del noviziato.
- Frati cooperatori: si prevede una intensificazione qualitativa della formazione (23).
- Partecipazione ai capitoli dei frati studenti professi solenni di altra Provincia: i criteri già posti in atto sono stati esplicitati (24 / ad oggi riguarda solo il convento di Bologna).
- Consiglio di formazione provinciale: è previsto e sarà utile strumento di confronto (25).
- Professione semplice (StPr 28): è caduta la norma dello StPr 30 del 2005 che prevedeva un quarto anno obbligatorio di professione semplice dopo i tre anni seguenti il noviziato.
La formazione permanente è retta dai nn. 49-52, che insistono su iniziative di sostegno e formule di coordinamento tra quelle già attive nei conventi e nei centri culturali. Il confronto con il n. 35 degli Atti del 2005 è una doccia fredda, in quanto sono caduti la tre giorni di fine febbraio e gli esercizi annuali. Come mai? Il Capitolo, come è nello stile dei testi legislativi, non lo spiega. Di certo si è riflettuto sulla scarsa partecipazione soprattutto agli esercizi e sul fatto che essa indicasse un disagio reale e non solo una cattiva volontà. Ricordo tuttavia l'obbligo degli esercizi secondo LCO 68 e l'esigenza di promuovere la formazione permanente.
Lo studio presenta alcune nuove accentuazioni.
- La distinzione tra centri istituzionali e non, centri della e nella Provincia (41 e StPr 8 § I). Il senso non è di spegnere quello che c'è, ma di affermare una diversa rilevanza, di stabilire un equilibrio, di evitare una presenza incombente della Provincia (una sorta di statalismo, anche a livello di erogazione di soldi): sono criteri per orientare le forze (e i soldi) nel momento in cui queste/i si assottigliano. Ovvio poi che l'istituzione non è solo per se stessa, ma per formare frati in grado di promuovere lo studio e la cultura a livello locale.
- L'aiuto (economico ma non solo) ai frati studenti di province disagiate (44; 121,2), che potrebbe aprire nuovi orizzonti di scambio culturale e di collaborazione.
- La qualificazione delle riviste (47), relativa ai centri di studio istituzionali di cui sopra.
Ma la continuità conta più delle novità, per cui le vecchie raccomandazioni sulla possibilità/dovere dello studio per tutti (StPr 7 § II) e non solo finalizzato all'insegnamento (37) restano alla base, e nella pratica della vita sorpassano infinitamente le novità segnalate.
In fondo già san Tommaso si domandava Utrum sit instituenda aliqua religio ad studendum (II-II, q 188, a 5) e rispondeva di sì per via della contemplazione, della predicazione e ad vitandum carnis lasciviam. Lasciamo perdere i picchi della contemplazione e della lascivia: il nostro studio si gioca nella predicazione ed è a partire da questo carisma che la Chiesa ci riconosce e ci chiede l'ascesi dello studio, la vita intellettuale, l'impegno dottrinale, la ricerca scientifica. Altrimenti lo studio resta un nostro pallino e ci colloca in una riserva indiana. Ma su questo cf la sessione e la lettera a venire, «se il Signore vorrà» (Gc 4,15).
Fra Riccardo Barile o.p., priore provinciale
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