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Roma, 14 marzo 2010
Ai frati della Provincia San Domenico in Italia
Cari confratelli,
dal 28 febbraio sera al 12 marzo u.s. in data 16 u.s. si è svolta a Roma S. Sabina una lunga sessione per i nuovi provinciali, alla quale sono stato invitato a prendere parte anche se non sono del tutto “nuovo”.
I partecipanti avrebbero dovuto essere 7, ma Justin Adriko (vicario del Congo) non è potuto venire per difficoltà burocratiche del suo paese. Gli altri erano * Riccardo Barile (prov. S. Domenico in Italia) * Javier Gonzalez (prov. del Santo Rosario Spagna) * Charles Ukwe (prov. Nigeria e Ghana) * Reginald Slavkovsky (prov. di Slovacchia) * Maciej Rusiecki (vi-cario di Ucraina e Russia) * Mate Barna (vicario di Ungheria).
Come noterete, ero l’unico italiano.
Per evitare di parlare alla cieca, accludo per gli occhi due foto del gruppo (con qualcun altro): una reale e una ritoccata (veramente anche quella “reale” è un po’ ritoccata nei difetti più grossolani).
Forse può risultare interessante una breve relazione (non più di un elenco) di che cosa è av-venuto: non riguarda solo i provinciali, ma tutti i frati, anche perché concretamente S. Sabina organizza tali iniziative appoggiandosi alle tasse delle province e dunque tutti i frati che leggono hanno poco o tanto contribuito a finanziare l’iniziativa. Grazie.
28 febbraio domenica:
arrivo per la cena e aperitivo al “belvedere”, cioè nei locali che danno su di un terrazzo da cui si gode una splendida visione della cupola di S. Pietro e di Roma. Giovanni XXIII, a suo tempo venuto qui, sentenziò che era il più bel panorama su Roma e aggiunse, “e se lo dico io, sono infallibile....”.
1 marzo lunedì:
con Prakash Antony Lohale su la curia generalizia (chi ne fa parte e come funziona) e la missione apostolica, il cui slancio sembra un poco indebolito. Prakash consegna ai partecipanti il DVD “Il Vangelo in azione” con alcune testimonianze di predicazione “oltre la consuetudine”.
2 marzo martedì:
con Allan James White su l’autorità nell’Ordine e l’autorità del provinciale.
3 marzo mercoledì:
con Edward Ruane e Marcio Couto su il governo di una provincia, l’autorità e l’obbedienza.
4 marzo giovedì:
con Robert Ombres su il senso del LCO, le dispense, le assegnazioni, i casi canonici complicati. Al pomeriggio visita al monastero di Monte Mario, dove le monache ci sommergono tra le reliquie: la famosa icona mariana, la mano di S. Caterina, le lettere in originale del beato Giordano a Diana, infine un armadio pieno di altre reliquie che forma la gioia di chi, abitando in paesi di nuova cristianità, non è abituato a queste cose.
5 marzo venerdì:
con Edward Ruane, Marcio Couto e Robert Ombres su le relazioni del provinciale, la formazione, lo studio e il ruolo del reggente.
6-7 marzo:
a Bergamo Milano per il funerale di fra Pio Cortese.
8 marzo lunedì:
con Roberto Ombres su argomenti di competenza del diritto canonico: dispense, esclaustrazioni, incardinazioni, dispensa dall’esercizio del ministero presbiterale nonché dal celibato. Sapevo già tutto, escluso l’ultimo caso, le cui istruzioni ho a Milano ma che non ho mai letto riservandomi di impratichirmi solo quando sarebbe successo un caso per fortuna ad ora mai successo. Comunque la pratica è più semplice di quanto credessi: si tratta solo di nominare un Istruttore e un Attuario e di mettere insieme un dossier di 13 documenti più o meno estesi. Piccola e lieve ironia nella tristezza della materia: tali norme sono pubblicate in un volume che le contiene insieme alle norme per la dispensa... super rato et non consummato: santo cielo, non si potevano pubblicare in due volumetti separati, evitando di mettere assieme la casistica degli sposi-ma-non-completamente-sposi e quella del prete-che-se-ne-vuole-andare? Mah, misteri della Libreria Editrice Vaticana!
9 marzo martedì:
con Roberto Ombres e Edward Ruane sui casi di pedofilia e scorretto comportamento sessuale.
10 marzo mercoledì:
con Mark Edney sulle questioni economiche.
11 marzo giovedì:
con Roberto Ombres, Edward Ruane e Javier Maria Pose su alcuni temi presentati dai provinciale: differenza tra amotio e renuntiatio; la visita canonica; quando e come intervenire nel caso di frati illegittimamente assenti; qualche altra questioni de sexto (la traduttrice simultanea, invece di “peccato contro il sesto comandamento” traduceva invariabilmente “peccato contro i sei comandamenti”) ecc.
12 marzo venerdì:
incontro con il Maestro dell’Ordine e valutazioni conclusive. Il MO ha sottolineato: la differenza tra foro interno ed esterno raccomandando di restare a livello di dibattito di idee senza giudicare le persone; i pericoli del “governo virtuale” in quanto la comunicazione rapidissima non permette un armonico svolgimento delle idee e spesso salta indebitamente i più elementari rapporti personali (frati che inviano e-mail al MO o al provinciale su confratelli che hanno a tre o quattro metri di distanza e con i quali non parlano...); la situazione dei giovani frati e le loro svolte di mentalità e che cosa significa per l’Ordine oggi: la rivalutazione della tradizione e anche dell’estetica (in liturgia ma non solo) come linguaggio accattivante. È seguita una visita all’archivio con la possibilità di vedere da vicino e anche toccare bolle papali, sigilli e il famoso Prototipo, cioè il libro liturgico fatto approntare da Umberto di Roman: pesa circa 25 chili!
Brevissime considerazioni a livello d’insieme.
Si lavorava solo mezza giornata lasciando per il resto la libertà di riposo o di turismo romano, soluzione assurda per gli italiani, ma ovvia e doverosa per chi forse non avrà più l’occasione in tutta la vita di trascorrere tanto tempo in Roma.
I priori provinciali, specialmente i giovani, mi sono stati di esempio per serietà, sana attenzione al diritto e alla nostra tradizione senza ombra di tradizionalismo.
Sono stato colpito da due fattori per ora estranei alla nostra provincia o per lo meno al governo della provincia.
1. Le pratiche per ottenere soldi dai fondi dell’Ordine: per noi vale in genere il movimento contrario, cioè dare soldi all’Ordine.
2. La forte e ricorrente insistenza sulla pedofilia e i comportamenti sessuali scorretti: ad esempio in USA e nel mondo anglosassone se un prete/frate senza abito e segni clericali incontra un uomo/donna e ha rapporti sessuali, niente da dire (dunque per certe iniziative non portate l’abito...!).
Ma se lo stesso avviene in un contesto di identità clericale ad esempio tramite la confessione o in ogni caso in una forma di ministero, tutto ciò è perseguibile civilmente in quanto il prete/frate è considerato alla stregua di un funzionario (psicologo, consigliere economico, medico ecc.) al quale un utente si rivolge e che dunque per legge civile non può comportarsi in modo sessualmente scorretto durante l’esercizio delle sue funzioni. Siamo a mille miglia dalla mentalità “latina”, comunque questo è un grosso problema che rischia di introdursi anche nella nostra cultura.
Infine bisogna conoscere l’inglese.
Buona continuazione della quaresima,
Fra Riccardo Barile o.p., priore provinciale
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