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Promotore della pastorale vocazionale

Fr. Roberto Viglino o.p.
Promotore della Pastorale Vocazionale.
Per qualsiasi domanda, informazione o curiosità sul nostro Ordine e la spiritualità domenicana contatta il promotore della pastorale vocazionale della Provincia San Domenico in Italia:
frarobertoviglino.op@libero.it
338.171.66.48


Cinque frati dislocati nel territorio della provincia

Fr. Roberto Viglino o.p.
Responsabile dell'itinerario vocazionale
Convento S. Domenico
P.za S. Domenico 13 / 40124 BOLOGNA
Tel. 338 17 16 648
frarobertoviglino.op@libero.it
Fr. Davide Traina o.p.
Convento Santa M. delle Grazie
Via G. A. Sassi 3 / 20123 Milano
Tel. 339 80 38 767
fr. Guido Bendinelli o.p.
Convento di S. Domenico
P.zza S. Domenico 13 / 40124 BOLOGNA
Tel. (051) 64.00.411
fr. Francesco Poloni o.p.
Convento Ss. Bartolomeo e Stefano
L.go B. Belotti 1 / 24121 BERGAMO
Tel. (035) 38 32 411
fr. Alessandro Fanti o.p.
Convento S. Maria delle Grazie
Via G. A. Sassi 3 / 20123 MILANO
Tel. (02) 46.76.111
Promozione vocazionale al Meeting di Rimini
« Rimini, 21-27 agosto 2011 »

PROMOZIONE VOCAZIONALE AL MEETING DI RIMINI 2011
Lo stand delle Edizioni Studio Domenicano e della Pastorale vocazionale della Provincia ha riscosso grandi consensi e catalizzato l’attenzione di numerosissime persone, che con la loro presenza (ma anche a voce) ci hanno testimoniato con entusiasmo di aver molto apprezzato il programma di incontri e di testimonianze approntato nel nostro stand dal promotore della pastorale vocazionale, nonché la testimonianza di vita domenicana dei sette giovani frati ivi stabilmente presenti (oltre a coloro che ci hanno fatto visita).
... GIORGIO, DA NOTAIO A PREDICATORE ...
«Dal nostro inviato a Rimini: Giovanni Ruggiero»
Senza far torto a nessuno, ma i domenicani al Meeting li noti subito. Sarà forse per l'abito o perché li vedi veleggiare, mai fermi, per i padiglioni.
Nel loro stand mostrano la produzione della loro casa editrice, la Esd, ma è evidente che la loro missione qui non è fare i librai a Rimini. I libri sono in bella mostra. Il catalogo è vasto: dall'opera di Tommaso d'Aquino a Cipriano di Cartagine. Ogni giorno però mostrano a tutti, come avvenimento che può accadere, la conversione: la possibilità e la grazia di essere chiamati a testimoniare la fede.

Nel piccolo stand, i nove padri dell'Ordine dei Predicatori (i domenicani, appunto, come sono meglio conosciuti ai più) raccontano la loro scelta, «incontri che cambiano la vita», dicono.
Sicuramente, incontri che hanno cambiato la loro esistenza.
La gente si ferma e ascolta. Molti i giovani, colpiti da questi happening volanti.
Si comincia sempre recitando l'Angelus: «Angelus Domini nuntiavit Mariae...» poi uno di loro prende la parola. Ieri è toccato a padre Giorgio Carbone che della casa editrice è direttore editoriale.
Destinato a diventare notaio, per tradizione di famiglia, finirà con l'indossare l'abito domenicano. È napoletano, volto sorridente: «La mia ignoranza in fatto di religione era tale che, quando vidi a quattordici anni, le due ampolline sull'altare pensavo che contenessero l'aceto e l'olio, come quelle dell'insalata».
Dopo la prima comunione, il giovane Giorgio si allontana dalla Chiesa. Le cose avute dal catechismo gli sono scivolate dalle mani, il sabato e la domenica, poi, con la famiglia va a sciare; in estate, invece, si impegna con il canottaggio nel mare di Posillipo. La parrocchia e la Messa, insomma, dimentica cosa sono e dove stanno.
È durante l'università che succede qualcosa. Un amico e collega di corso gli parla di Messa e confessione, suscitando il suo scetticismo. Accetta però di confessarsi. Non lo faceva da anni. Il sacerdote gli dice: «Non ti darò nessuna penitenza. Ci sarà qualcuno che la farà per te». Forse è lo stesso prete a pentirsi per lui? Ad ogni modo, gli dà l'assoluzione.
È un gesto che lo sconvolge. Inizia a partecipare all'Eucarestia, ma non gli basta.
Ha tutto chiaro un 19 settembre. A Napoli è la festa di San Gennaro.
Giorgio, laureato con 110 e lode alla Federico II, assiste al miracolo della liquefazione del sangue nell'ampolla ed è oggetto e soggetto di un altro fatto sconvolgente: capisce che la sua vita non la trascorrerà tra testamenti e successioni ereditarie, ma la dedicherà al Signore come padre domenicano.
Rimpianti? Nessuno: «Lo studio della teologia che sostituirà i codici si è rivelato molto più affascinante».
Un incontro di mezz'ora al Meeting. Poi la gente si avvicina per saperne di più.
«Chiaramente - dice padre Roberto Viglino, responsabile della pastorale vocazionale - non potevamo limitarci a vendere libri. Noi siamo religiosi, prima di tutto. E non facciamo questi incontri per metterci in vetrina. Vogliano mostrare che esiste la possibilità di essere chiamati».
Soprattutto, però, è stata un’entusiasmante esperienza di predicazione e di “missione” comunitaria, la cui gioia, sperimentata nel nostro cuore, pensiamo sia trasparsa in tutti coloro che ci hanno incontrati o ci sono venuti a trovare allo stand.
Affidiamo ora al Signore, alla Beata Vergine Maria e al santo padre Domenico i frutti di questa esperienza.
Grande successo per la presenza della nostra Provincia domenicana al Meeting di Rimini, dal 21 al 27 agosto u.s.
I frati presenti al Meeting: fr. Giorgio Carbone, fr. Roberto Viglino, fr. Daniele Drago, fr. Davide Pedone, fr. Marco Rainini, fr. Davide Traina e fr. Michele Pari.
Beato Giordano di Sassonia
Patrono delle vocazioni DOMENICANE
Ma Domenico volle che per il momento Giordano ricevesse il diaconato; solo alcuni mesi dopo, su invito di Reginaldo giunto da Bologna, entrò nell’Ordine il mercoledì delle Ceneri, 12 febbraio 1220, nel convento di Saint Jacques. Nel maggio successivo lo troviamo al I Capitolo Generale di Bologna (probabilmente in qualità di definitore). Al II Capitolo Generale (maggio 1221) Domenico affida a Giordano il provincialato di Lombardia e l’anno seguente tutto l’Ordine si sceglie in lui il suo Capo.
Intraprendente (si parla di 240 fondazioni e di un migliaio di novizi), gioviale, Giordano promosse con abilità la canonizzazione di Domenico, interessando alla cosa Gregorio IX, già intimo del Santo.
Giordano fu presente alla prima apertura della tomba (notte tra il 23 e 24 maggio del 1233) e quando, a Strasburgo, apprese che il Pontefice aveva emanato da Rieti la bolla di canonizzazione (3 luglio 1234) lanciò a tutto l’Ordine una lettera in cui riassumeva con traboccante gioia le fasi che avevano portato al riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa.
Oltre all’epistolario rivolto al monastero di Sant’Agnese di Bologna (da lui inaugurato nel 1223) e altri scritti scolastici, Giordano ci ha lasciato la prima e più preziosa biografia del Santo, nel suo Libellus de principiis ordinis praedicatorum (redatto a Milano o a Bologna tra il 1233 e 1234): equilibrio, profondità d’intuito, concisione, esattezza, il tutto lievitato da contenuta commozione. Partito alla volta della Terra Santa sulla fine del 1236, morì in un naufragio il 13 febbraio dell’anno successivo presso le coste della Siria.
Il corpo del beato, ricuperato dal mare, fu sepolto nel convento di San Giovanni d’Acri. Venne beatificato da Leone XII nel 1826. Al beato Giordano risale la consuetudine del canto, a Compieta, della Salve Regina. Egli sintetizzava così l’ideal domenicano: “Vivere secondo bellezza spirituale, imparare e insegnare” (“honeste vivere, discere, docere”).
Il Capitolo Generale del 1955 lo ha dichiarato patrono delle vocazioni domenicane. Affidiamo all’intercessione del Beato Giordano, unitamente a quella delle Beata Vergine Maria e del santo padre Domenico, da lui tanto amati, le vocazioni a tutti i rami della Famiglia domenicana.
Anche oggi San Domenico continua a chiamare dei giovani a seguire Cristo nella sua via, per la predicazione del Vangelo e la salvezza delle anime, per essere testimoni e annunziatori nella storia della presenza di Cristo Risorto e della Sua Parola di salvezza.

Forti di questa certezza, i frati dell'Ordine dei Predicatori (domenicani) offrono ai giovani che desiderano approfondire la chiamata del Signore e dare una risposta consapevole, libera e generosa al Suo invito a seguirlo, un itinerario di conoscenza della vita religiosa domenicana.
Un cammino a tappe per conoscere più da vicino il carisma e la spiritualità del nostro Ordine, un percorso per discernere e approfondire la chiamata del Signore, un itinerario per andare con San Domenico incontro a Colui che viene e ascoltare la Sua voce parlare al nostro cuore.
L'itinerario prevede momenti di approfondimento del carisma dell'Ordine e di esperienza di vita in comunità e la possibilità di un confronto personale con i frati, come aiuto al discernimento personale.
« Preghiera mensile per le vocazioni, 22 aprile »
... Preghiera quotidiana per le vocazioni Domenicane. ...

Signore Gesù, che accogliendo le preghiere con le quali il Santo Padre Domenico Ti supplicava di accrescere il numero dei suoi figli, zelanti apostoli del Tuo regno, moltiplicasti prodigiosamente le candide schiere a bene delle anime e della Chiesa, ascolta per i meriti del nostro Santo Patriarca le suppliche che a sua imitazione e sotto il suo patrocinio umilmente Ti presentiamo.
Manda, o Signore, numerosi operai in questa Tua vigna. Fa’, con la Tua onnipotenza, che questo roseto della Tua Madre divina germogli e fiorisca di nuovi frutti di carità e di zelo.
Ripeti, o Signore, la Tua Parola onnipotente e creatrice: "crescete, moltiplicatevi e riempite la terra", perché sia dilatato il Tuo regno per opera di nuovi figli di San Domenico e ne sia data eterna gloria a Te, che con il Padre e lo Spirito Santo regni nei secoli dei secoli. Amen
(Liberamente adattata dal Manuale Domenicano di Preghiere - imprimi potest fr. Michael Browne O.P., Magister Generalis)
Conoscere i modi e i tempi in cui Cristo chiama alla sua sequela è certamente un aiuto per coloro che ponendosi delle domande sono in ricerca di una risposta di Vita.
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fra Roberto Viglino o.p.
Padre Roberto, un «sì» controcorrente. Padre Roberto, un «sì» controcorrente. Dalle serate nei locali alla moda all'insegna di una vita da «figlio di papà», alla scelta del convento secondo il carisma di San Domenico di Guzman. È il capolavoro di grazia ritagliato da Dio sulla pelle di padre Roberto Viglino, classe 1972, originario di Alessandria e da alcuni anni assegnato al convento domenicano di Bologna, dove ricopre l'incarico di promotore della pastorale vocazionale per la sua provincia religiosa. «Dopo l'iniziazione cristiana avevo continuato a frequentare la parrocchia, ma ad un certo punto ho scelto di dire basta». Meglio, insomma, divertimento e spensieratezza. «Agli occhi degli estranei tutto andava bene, ricorda, ma il cuore sanguinava. Vivevo nella sensazione di non costruire nulla. Ed è questo che mi ha aperto una domanda potente sulla realtà». Per rispondere alla quale il Signore si è servito dell'invito di un vecchio amico di parrocchia incrociato per caso e del fascino umano di persone rinnovate dall'incontro con Cristo. «Avevo circa 25 anni quando accettai la proposta di trascorrere un periodo in montagna con i giovani della parrocchia. Là veniva celebrata la Messa ogni giorno, ed io ero l'unico a non comunicarmi perché da anni non mi confessavo. Però mi lasciavo interrogare dalla bellezza dei volti che vedevo: certi della direzione che intraprendevano nelle loro scelte quotidiane. Erano così diversi da me. L'ultimo giorno scoppiai in un pianto dirotto: volevo anche per me quella pienezza. Decisi di tornare al Signore, ed iniziai dalla «Confessione». Ulteriore tassello, voluto da Dio, sulla strada di padre Roberto: «andai dai domenicani su suggerimento di un amico. Solo oggi capisco che non fu un caso. La Confessione fu l'inizio di una conversione che mi ha portato ad un taglio netto con la vita che conducevo. La mia priorità divennero le catechesi e i momenti di preghiera, e riagganciai con decisione la compagnia degli amici della parrocchia». Seguito da un padre spirituale domenicano, il giovane Roberto lasciò che rincontro con Cristo cambiasse progressivamente tutta la sua vita. «Ero fidanzato, prosegue, e iniziai col riordinare cristianamente quella relazione. Tanto che divenne bella. Ma più andavo a fondo del rapporto col Signore e più quella storia mi stava stretta. Mi accorsi di camminare meglio fuori da una dinamica di coppia». Dopo poco la certezza: « Rileggendo la mia storia riconobbi il fascino per la vita dei domenicani. Mi colpiva il carisma di san Domenico e il modo in cui la comunità che avevo conosciuto lo viveva: preghiera, studio della teologia e predicazione. Mi sono fidato nonostante i dubbi, le paure e le inevitabili difficoltà a dire un sì così controcorrente. E oggi posso dire, con gioia, di sentirmi davvero "a casa"». Fra Roberto Viglino o.p. - Email: frarobertoviglino.op@libero.it |
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Fra Davide Traina o.p.
LETTERA AD UN AMICO Salve! Mi chiamo Fra Davide, sono un giovane frate domenicano e sono felice di poter con-dividere con te la mia esperienza di fede, che mi ha portato ad entrare nell'Ordine dei Predi-catori. L'unico motivo che mi spinge a fare questo è la bellezza dell'esperienza cristiana dentro la quale è matura e vive la scelta fatta! Già, infatti si trova qualcosa di bello, si diviene incapace di trattenerlo, ma lo si vuole mostrare anche ad altri, proprio perché anche altri possano pren-dere parte alla bellezza di ciò che si è trovato. Io ho trovato un'Ordine religioso e sono stato quasi inseguito da questa vocazione religiosa.... Ed ora sono quello che sono. Quando ho risposto alla vocazione religiosa domenicana, non avevo assolutamente idee molto chiare, anzi erano poche e quelle poche confuse! Avevo sete di una vita più regolare, assieme ad altri fratelli, che come me condividevano una missione specifica: parlare di Gesù e il suo vangelo. Io non mi aspettavo una povertà diversa da quella in cui vivevo, uno stile ascetico – angelico e non mi interessavano le cattedre scolastiche! Ero in Seminario liceale (un dono stupendo per me!), ma volevo di più! Non era “colpa” mia: è stato Dio ha mettermi quest'arsura! Quindi, mi aspettavo che fosse Lui a fare la prima mos-sa: “Mi hai chiamato - dicevo nella preghiera - io sono disposto ad andare contro tutti, ma vuoi darmi un segno, almeno, un qualcosa per capire: Dove?” Gli elementi che percepivo sarebbero andati bene per qualsiasi famiglia religiosa: andavo a scuola dai Salesiani, avevo uno zio cappuccino, conoscevo i monaci cistercensi, mi confessa-vo dai frati minori... Dunque? La Provvidenza Divina, che mai mi ha abbandonato, mi chiese una morte di me stesso, per farmi risorgere UOMO NUOVO! La mia vocazione, che prima era solida come marmo, andò letteralmente in crisi nera, così la mia fede. A quel tempo io ero un giovane liceale (terza superiore) e... volevo farmi prete! Almeno così credevo! Ora, il nostro seminario liceale era dedicato a Piergiorgio Frassati, che fra le tante cose, era anche terziario domenicano. Andai, allora, curioso di questa figura, a ricercare dove fosse questa chiesa, dove Piergiorgio pregava e dove aveva fatto questa scelta particolare di essere un laico consacrato alla Predicazione del Vangelo! Incominciai, per cui, a frequentare la chiesa di San Domenico di Torino (unico esempio di gotico della città!) e la comunità dei frati, con i quali mi misi a fare un serio cammino di fede: riscoprire Gesù Cristo, il suo vangelo nella mia vita e il suo progetto su di me. Questo cam-mino durò 2 anni, dalla fine della terza superiore alla quinta liceo. I frati che conobbi non erano giovani, pieni di forze e di iniziative... Non era il loro fare che mi attrasse, ma il loro “esser contenti della vita domenicana”, per quale davano la vita! L'e-sperienza cristiana vista e vissuta attraverso un carisma particolare, quello che la Provvidenza suscitò al fondatore, San Domenico di Guzman: Proclamare il Vangelo in tutte le sue forme attraverso una vita Apostolica, fatta di contemplazione e di azione (Contemplari et contem-plata aliis tradere – contemplare e dare agli altri quello che si è contemplato!). Questa vita apostolica richiede la fedeltà alla vita fraterna (che si realizza soprattutto nel governo) – ai tre voti – alla celebrazione corale della liturgia della Chiesa – allo studio (non so-lo come preparazione, ma proprio come esercizio di ascesi per sé stessi e per il bene delle a-nime). Pensa alla bellezza che ne scaturisce! Certo, non è sempre immediata la realizzazione di tutto questo progetto: ci sono fatiche, infedeltà, delusioni e debolezza, ma ti assicuro che, per quanto mi riguarda, ne vale la pena! Non tornerei indietro per niente al mondo, anche perché per me l'Ordine Domenicano è ciò che c'è di più bello nella Chiesa! Potrò sembrarti esagerato, ma più mi addentro nella vita fratesca domenicana, più me ne innamoro! E di questo ne ringrazio Dio! Terminato il liceo, accolsi il suggerimento dei miei superiori ed entrai nel Seminario Maggio-re di Torino. Lì frequentai il primo anno di teologia, senza però dimenticarmi dei miei frati! Infatti, incominciai a prendere contatti con il promotore delle vocazioni domenicane, con il quale facemmo diversi incontri. Poi, giunto alla fine dell'anno scolastico chiesi il permesso di lasciare il seminario ed entrare in convento dai frati predicatori. I miei superiori, anche se con qualche perplessità, mi diedero fiducia e la loro benedizione. Così, entrai nel prenoviziato di Bergamo, dove iniziai il cammino di discernimento specifica-tamente vocazionale assieme a due altri ragazzi, più grandi di me e che provenivano da espe-rienze totalmente diverse dalla mia: uno dall'esperienza lavorativa, l'altro da quella universi-taria appena conclusa. Il confronto non è stato certo facile, non solo per l'età (io avevo 20 an-ni!), ma soprattutto per la visione complessa della vita e della fede. Ma alla fine, la Provvi-denza ci ha sostenuto e l'anno seguente siamo entrati in noviziato, assieme ad altri ragazzi provenienti dalle altre 2 provincie italiane. È stato un anno particolare, intenso e, se mi permetti la franchezza, anche duro (almeno per me!). Tutto sommato, è stata un'esperienza positiva (ma ringrazio Dio che sia stato solo un anno, scherzo!) Fatta la prima professione semplice, assieme ai miei compagni, siamo scesi giù a Napoli – Barra per affrontare gli studi filosofici. Tralascio, qui, il raccontarti l'esperien-za barrese, perché mi servirebbe un giorno intero! Durante le estati ho fatto 2 bellissime esperienze: la prima, dopo il primo anno di filosofia, nella comunità domenicana di Albania (Durazzo); l'altra nell'estate del secondo e terzo anno sempre dello stesso corso di studio, in Turchia nelle nostra case di Istanbul e Izmir (Smirne). Terminati i tre anni napoletani, sono giunto a Bologna, nel nostro convento Patriarcale, dove sono custodite e venerate i resti mortali di San Domenico! Qui, dopo il primo anno di teolo-gia, assieme ad un mio confratello ho prefessato solennemente (cioè per tutta la vita) il 2 set-tembre 2007. Ho continuato, durante l'estate, l'esperienza in terra turca, frequentando proprio un corso di lingua in loco (4 ore di turco per 2 mesi!) A volte mi domandano: “Cosa ti riserva il futuro?” Debbo confessarti ogni volta mi rispondo: “Siamo nelle mani di Dio! Il futuro è un dono suo!” Prossimamente spero di accedere agli ordini sacri, per giungere a servire Dio e il prossimo da frate - sacerdote. Per il resto, beh, la Madonna ci protegga e custodisca! Grazie per avermi ascoltato e donato del tuo prezioso tempo, io ti assicuro la mia preghiera e per quel che può valere, la mia amicizia! |
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fra Didier Baccianti o.p.
VOCAZIONE Sono nato il 15 ottobre 1985 a Lugano e proprio in questa città, dodici anni fa, ho conosciuto per la prima volta i Frati Predicatori o Domenicani. Sono infatti venuti a fondare un nuovo convento nella Parrocchia del Sacro Cuore, chiesa in cui ho ricevuto i sacramenti dell’iniziazione cristiana (Battesimo, Comunione e Cresima). Da subito mi hanno attratto per il loro bellissimo abito bianco e la loro cappa nera, davvero una novità per noi luganesi. I frati che mi hanno fatto amare la Chiesa, sposa di Cristo, e l’Ordine Domenicano sono stati i frati Giuseppe Giacon e Pio Camillotto. Debbo a loro la mia consacrazione a Cristo e alla Chiesa. Mi hanno fatto conoscere la ricchezza della spiritualità domenicana vivendola loro in prima persona, con la preghiera, la vita comune, la predicazione e lo studio. Prima della loro venuta la mia situazione spirituale si poteva riassumere con le parole sferzanti dell’Apocalisse: “Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca” (Ap 3,15-16). Infatti frequentavo sì la chiesa e andavo a catechismo come abitudine, perché era bene farlo, facevo perfino il ministrante per non annoiarmi durante la Santa Messa. Ma dall’arrivo dei frati ho cominciato a sentire un’attrazione maggiore ad avere delle motivazioni in più. Dapprima verso la loro persona, poi come si addice a dei buoni predicatori, hanno saputo farmi conoscere ed amare Cristo e la Chiesa. Non c’è stato un momento particolare e non ho avuto apparizioni, che mi hanno spinto a compiere questa scelta, bensì c’è stata una crescita graduale della fede. Ero al termine delle scuole medie quando dissi per la prima volta di voler diventare frate domenicano. A causa della mia giovane età sembrava essere solo un desiderio momentaneo e passeggero. Ma appena terminati gli studi liceali ho lasciato Lugano chiedendo di essere ammesso all’anno di prenoviziato nel convento di Bergamo. Lì ho potuto davvero fare una prima esperienza seria e prolungata di una vita conventuale comunitaria e di una vita più intensa di preghiera. In seguito sono stato ammesso all’anno canonico di noviziato, trascorso a Chieri vicino Torino. Qui mi è stato consegnato il tanto desiderato abito domenicano, ma la strada era solo agli inizi. Infatti al termine di quest’anno, il 2 settembre 2006, ho emesso la prima Professione, cosiddetta Professione Semplice per la durata di quattro anni. Dopo due anni trascorsi a Napoli e due trascorsi a Bologna per conseguire gli studi filosofici e teologici, il 3 ottobre scorso ho promesso obbedienza usque ad mortem nell’Ordine dei Predicatori. Nella Basilica Patriarcale di San Domenico in Bologna durante la Santa Messa delle ore 12,00, dopo essere stato previamente valutato e votato dall’intera comunità conventuale, ho emesso la Professione Solenne nelle mani del Priore Provinciale della Provincia San Domenico in Italia fra Riccardo Barile. Questa è una grande tappa, ma che segna solo l’inizio di una vita spesa nel Signore a servizio della Chiesa. Infatti le prossime grandi tappe, a Dio volendo, che segneranno la mia vita saranno il diaconato e il presbiterato. La mia speranza è di imitare le orme di San Domenico, il quale voleva che i suoi frati seguendo le vestigia del Salvatore, ovunque, parlassero o con Dio o di Dio al prossimo. |
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fra Michele Pari o.p.
LA STORIA DELLA MIA VOCAZIONE Inizio la storia della mia vocazione nel momento in cui, accingendomi a iniziare l’ultimo anno di scuola superiore (liceo scientifico), all’età di 19 anni, ho iniziato a pensare al dopo, a ciò che mi aspettava terminato quel ciclo di studi che aveva occupato la mia adolescenza. Già da un anno sentivo in me il desiderio di donare la mia vita, in qualche modo, a Dio, ma senza che ciò si fosse ancora concretizzato in alcun modo. Ho deciso allora di rivolgermi al seminario della mia città, di Rimini, per avere dei colloqui con il rettore del seminario. Così ho seguito per un anno (settembre 2005 – giugno 2006) il cammino vocazionale, al termine del quale, però, ho capito che il Signore, forse, mi chiamava ad altro, a una vita in cui la componente contemplativa, della preghiera, dello studio, fosse più accentuata e in cui il dono di me stesso a Dio fosse più pieno. Allora, avendo conosciuto dai miei studi storici e filosofici l’ordine domenicano e avendone conosciute le caratteristiche principali, ho pensato di rivolgermi al convento di Bologna, per conoscere questo tipo di modalità di sequela del Signore. . Così, terminati gli studi liceali, ho contattato il convento domenicano di Bologna, dove ho potuto parlare con un padre della comunità, Fr. Massimo Mancini, che mi ha presentato un po’ la spiritualità e il modo di vita dei frati domenicani e mi ha incoraggiato a iniziare questo cammino vocazionale. Così mi sono iscritto allo Studio Filosofico Domenicano, presso il convento stesso di Bologna, dove, per due anni, ho studiato filosofia, avendo anche modo di frequentare spesso la comunità e di partecipare a vari momenti di preghiera con essa. Nel frattempo ho continuato ad avere dei colloqui vocazionali con Fr. Massimo Mancini e ho letto alcuni libri su S. Domenico e sull’Ordine, sentendomi confermato nel proposito di proseguire questo cammino. Così, terminato il primo anno di studi filosofici, nell’autunno 2007 mi sono rivolto a Fr. Massimo Rossi, l’allora responsabile della pastorale vocazionale e del prenoviziato, con il quale, per un anno, ho avuto dei colloqui personali (una volta ogni due mesi circa), oltre a frequentare i Week – end vocazionali e la settimana vocazionale di Taggia 2008, che mi hanno permesso di conoscere sempre meglio l’Ordine, la sua spiritualità e il genere di vita condotto dai frati domenicani, oltre al fatto che ho potuto riflettere meglio sulla mia vocazione e anche sul mio carattere, sulla mia personalità, sulle cose da migliorare. Al termine della settimana vocazionale ho chiesto di essere ammesso al prenoviziato, richiesta che è stata accettata. Così il 6 ottobre 2008, ho iniziato il prenoviziato, insieme ad altri due compagni, presso la comunità di Bergamo. Durante l’anno di prenoviziato, sotto la guida del mio responsabile, Fr. Massimo Rossi, ho imparato molte cose: innanzitutto ho potuto vivere in modo continuativo in una comunità, facendo per la prima volta esperienza diretta e prolungata della vita comune, con i suoi momenti belli e anche con qualche momento di fatica; ho avuto modo di riflettere meglio sulla mia vocazione e anche sulla mia persona, su ciò in cui potevo migliorare, sui miei difetti; ho visitato varie comunità della Provincia e ho ricevuto anche una certa formazione umana e domenicana. I rapporti con la comunità e con il mio formatore sono stati generalmente buoni, nonostante qualche diversità di veduta su certi temi. Al termine dell’anno, sentendomi confermato nel mio proposito, ho chiesto di essere ammesso al noviziato, come frate chierico, e, superato il coetus, la mia richiesta è stata accolta. Così, dopo il periodi estivo, trascorso a casa, il 12 settembre 2009 ho iniziato il noviziato, presso la comunità di Chieri, insieme ad altri sei compagni. L’anno di noviziato è stato un anno molto intenso, caratterizzato da una vita più impostata rispetto al prenoviziato, un anno di profondo discernimento sulla mia vocazione, un anno in cui ho studiato le costituzioni dell’Ordine, la storia dell’Ordine, in cui ne ho conosciuto ancora meglio il carisma, in cui ho proseguito, con l’aiuto del mio maestro, Fr. Antonio Visentin, la conoscenza di me stesso e dei punti su cui lavorare. . Al termine del noviziato, sentendomi confermato nella mia vocazione, ho chiesto di poter fare la professione semplice e, avuto il consenso del capitolo e del consiglio, sono stato ammesso dal provinciale alla professione semplice, che ho emesso ad annum il 4 settembre 2010. Fra Michele Pari o.p. |
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fra Luca Refatti o.p.
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fra Matteo Rosati o.p.
... Alle soglie dell'ingresso in Noviziato. ...
Mi accingo a scrivere queste righe poco prima del mio ingresso in Noviziato. Esso avverrà in ritardo rispetto alla data stabilita, perché proprio in questi giorni son dovuto stare vicino a mio padre che subiva un intervento chirurgico al cuore. Una strana coincidenza, che io penso il Signore nel suo amore abbia voluto per facilitare il definitivo distacco tra me, figlio unico, ed i miei genitori. Come? Mostrandoci attraverso il dolore e la malattia che questa vita terrena è precaria e passa in un attimo, ma essa è grande e di valore eterno solo se la si trasforma in un incessante atto d'amore per Dio, in una continua offerta per la salvezza del mondo.
Ora ho davanti a me un anno nel quale capire più a fondo la chiamata del Signore, un anno per mettere alla prova la mia vocazione. Ma oggi so cosa Gesù vuole da me: che nella gioia mi immoli per amore suo, come lui si è immolato volentieri per me. Che sacrifichi la mia vita per la conversione dei poveri peccatori. Per questo voglio entrare nell'Ordine che San Domenico istituì proprio per la salvezza delle anime. E questo mi attendo da quest'anno: che mi venga insegnato a compiere il sacrificio della mia vita secondo la Regola e le Costituzioni del nostro Ordine.
Il carisma domenicano esercita su di me un grande fascino. Diventare domenicani significa diventare apostoli, dove l'apostolo è essenzialmente un contemplativo che anche quando predica contempla, contempla a voce alta. Il domenicano perciò, come si dice, è eminentemente contemplativo. La chiamata del Signore a quest'Ordine equivale alla chiamata ed alla grazia di penetrare nei suoi misteri più intimi, ed a gustarli e conoscerli con abbondanza perché insieme a me vi faccia entrare anche le anime che mi saranno affidate.
Guardo perciò al futuro con gioia. Una gioia che è cresciuta ancor più quando ho appreso che l'anno di Noviziato si sarebbe svolto presso il convento del Santuario della Madonna del Rosario di Fontanellato. Ma non perché è Fontanellato invece di Chieri o di qualche altro convento. Ma solo per Maria Santissima. Tutto il mio cammino vocazionale è iniziato con lei, prosegue con lei e spero che termini insieme ai miei giorni tra le sue braccia materne. So che è lei la vera formatrice, la vera maestra, che trasforma i cuori secondo il gusto del suo Divin Figlio Gesù. E questo mi riempie di serenità e di pace.
Cosa lascio dietro di me? Lascio definitivamente la casa paterna e il paese natio, con tutte le sue sicurezze. Lascio mamma e papà, per seguire Colui che ha diritto e vuole essere amato più del padre e della madre. Ma Egli mi promette il suo Regno eterno in cambio di queste cose che un giorno mi ha donato ed oggi mi chiede di restituire. Mi promette già per l'oggi quel suo Cuore che è un incendio d'amore. Quanto ai miei cari so che di loro si prenderà cura lui stesso, che li ama ben più di quanto li ami io.
Fra Matteo Rosati o.p.
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È durante questa settimana fatta di preghiera personale e comunitaria, di riflessione ma soprattutto di vita in comune, in cui i candidati si aprono alla prospettiva di intraprendere un ulteriore passo vocazionale nel cammino di formazione nell’Ordine dei Predicatori (Domenicani).


26 - 27 maggio 2012
Monastero domenicano del Santo Rosario Azzano San Paolo (BG)
“Va’ e annunzia la Parola”
La missione dell’Ordine nella Chiesa: la predicazione
Relatore: fra Antonio Visentin o.p.
Appuntamenti

26 - 27 maggio 2012
Monastero domenicano del Santo Rosario
Azzano San Paolo (BG)
“Va’ e annunzia la Parola”
La missione dell’Ordine nella Chiesa:
la predicazione
Relatore: fra Antonio Visentin o.p.
30 luglio - 4 agosto 2011
(luogo da definirsi)
Settimana vocazionale estiva
con conclusione a Bologna
in occasione della
Solennità di San Domenico (4 agosto).
22 - 23 ottobre 2011
Convento Patriarcale San Domenico - Bologna
La chiamata e la scelta
Seguire Cristo con San Domenico
Relatore: fra Roberto Viglino o.p.
3 - 4 dicembre 2011
Convento Santa Maria delle Grazie - Milano
San Domenico apostolo della VeritÀ
L’itinerario spirituale
Relatore: fra Riccardo Barile o.p.
18 - 19 febbraio 2012
Convento San Giuseppe - Fontanellato (PR)
Santuario della Madonna del Rosario
“Meditava tutte queste cose
nel suo cuore”
Maria modello della contemplazione domenicana
Relatore: fra Daniele Mazzoleni o.p.
5 - 8 aprile 2012
Convento Patriarcale San Domenico - Bologna
Triduo Pasquale
Nostra Gloria è la croce di Cristo
Il mistero pasquale nella vita domenicana
Relatore: fra Roberto Viglino o.p.
Dèpliant e Brochure
2011 - 2012
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Và e annuncia la Parola: La missione dell'Ordine dei Predicatori
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Proposte di Video
Ordine religioso internazionale
di Sacerdoti e Fratelli
L'Odine dei Frati Predicatori è un ordine religioso internazionale di sacerdoti e fratelli.
L'Ordine è stato fondato nel 1216 da San Domenico con la missione della predicazione per la salvezza delle anime.
I Frati vivono insieme in comunità conventuali o domus e sono legati dalla professione del voto di obbedienza e dall'osservanza regolare: la vita comune, la celebrazione della liturgia e l'orazione privata, l'osservanza dei voti, lo studio assiduo della verità e il ministero apostolico.
Il video è stato realizzato dalla Provincia Domenicana di Inghilterra. La voce in italiano e di P. Giorgio Marcato o.p. Provincia San Domenico in Italia. Il montaggio e stato realizzato da Fr. Alessandro Fanti o.p.
La Provincia San Domenico in Italia ringrazia la Provincia di Inghilterra.
Video che mostrano i Frati Predicatori (Domenicani) nella Chiesa.
