Christus vivit, il Sinodo sui giovani e le sfide

Il 16 novembre 2019 i diversi gruppi della Gioventù Domenicana del Nord Italia si sono riuniti presso il Convento Patriarcale di San Domenico a Bologna per affrontare il tema del Sinodo sui giovani conclusosi poco prima e per condividere le esperienze pastorali nei diversi conventi. Abbiamo pensato che questa giornata di incontro possa essere espressa da queste parole:

“Insieme per ascoltare, riflettere per pregare”.

Insieme

Christus vivit, vive davvero, in ognuno di noi. È forse questo che, più di ogni altra cosa, muove in noi il desiderio di incontro, di unità, di condivisione. Proprio in questo incipit dell’Esortazione Apostolica post-sinodale si può trovare il senso del nostro incontro. Non ci siamo radunati solamente per trascorrere una giornata in compagnia, ma, consapevolmente o inconsapevolmente, abbiamo avvertito il medesimo desiderio di adunanza, di confronto e di ascolto reciproco che abbiamo visto concretizzarsi efficacemente nei vari momenti della giornata. Alla luce di ciò, ci siamo resi conto che la vera sfida di noi giovani, in una realtà squisitamente domenicana, sia camminare insieme lungo la medesima via – emerge anche dalla radice etimologica del termine sinodo, composto da σύν “insieme” e ὁδός “viaricordandoci vicendevolmente che non siamo mai soli. Anzi, siamo consapevoli che il nostro essere comunità, il nostro essere famiglia procedono in quell’alveo sicuro che ci rende Chiesa. 

Ascoltare

La giornata si è aperta con l’ascolto di due interventi tenuti da fra Pietro Zauli e fra Rui Lopes. Dapprima, fra Pietro ha condiviso con noi le sue impressioni scaturite dalla sua diretta partecipazione alla riunione preliminare al Sinodo I giovani, la fede e il discernimento vocazionale. Questo incontro ha riunito una pluralità di movimenti, sensibilità e slogan molto diversi, talvolta divergenti, ma è comunque riuscito a fare emergere un desiderio di unità. Tra le diverse istanze, spicca l’appello comune a riportare al centro la figura dell’accompagnatore spirituale di fronte a una gioventù smarrita e individualizzata, in balia di un mondo che sempre più rimuove certezze e punti di riferimento. In seguito, fra Rui ci ha presentato la via del laicato domenicano. Questo progetto di vita è purtroppo poco conosciuto, specialmente in Italia, e forse troppo trascurato dalle pastorali giovanili, nonostante esso possa rappresentare una straordinaria missione proprio per quei giovani domenicani desiderosi di vivere il carisma della predicazione in forme di vita laicali. È stato proprio l’ascolto insieme di queste due testimonianze ad aver suscitato in noi la necessità di interrogarci ulteriormente su come dare pienezza alla nostra vita in Cristo.

Riflettere

Il nostro stare insieme ci ha donato l’occasione per arricchire il nostro modo di vedere le cose. Grazie agli interventi di fra Pietro e fra Rui, abbiamo potuto riflettere su come possiamo impegnarci a far rispecchiare sempre più nella nostra comunità di giovani domenicani la sinodalità nella Chiesa e l’essere “famiglia domenicana”. Anche tutto il resto della giornata è stato caratterizzato da questo aspetto di riflesso reciproco: dal pranzo conviviale in convento alle discussioni nei gruppi del pomeriggio, dalla cena “festosa” la sera ai momenti di preghiera comunitaria, lo scambio reciproco di riflessioni e di esperienze di Fede ha generato un flusso di luce che si è propagato di persona in persona. Infine, la celebrazione dell’Eucaristia al termine della giornata ha perfezionato il nostro stare insieme, facendoci riflettere sul fatto che Gesù Cristo è l’unica vera sorgente di Luce che si riflette nei nostri cuori e che possiamo contemplare nel volto del prossimo.

Pregare

I momenti di preghiera e raccoglimento vissuti insieme hanno accresciuto la nostra tensione a Cristo. Vivere la preghiera comunitaria ci ha dato diversi spunti di riflessione, con un’attenzione particolare al carisma domenicano di porre nella contemplazione della Verità la radice della vita di predicazione. Ciò si concretizza nel vivere orientato a Cristo ogni nostro gesto, ogni nostro pensiero, ogni nostro respiro. Da qui scaturisce uno stato di preghiera continua, che non si riduce a semplice gesto ripetitivo e meccanico, ma si configura nella realizzazione di un ponte tra la nostra umanità fragile e bisognosa di misericordia e il Padre. Se, nonostante le nostre cadute, i nostri limiti e la nostra pochezza, perseveriamo nell’anelito che questa relazione non si spezzi mai, allora nella preghiera il nostro cuore si dilaterà sempre più e saremo così in grado di desiderare ardentemente di esaudire la volontà del Padre.

La conclusione della giornata di incontro ha lasciato aperto uno spiraglio: non siamo soli in questo cammino! Siamo accolti e accompagnati dalla famiglia domenicana, nella quale brillano due mirabili esempi di imitazione di Cristo: la stella del mattino, la Beata Vergine Maria, e la stella del vespro, il Santo Padre Domenico.

Marco De Vito

Chiara Nicosia

Maria Wally Nicosia

Cécile Serafini