In vista della propria ordinazione presbiterale non può che risuonare nel cuore il brano ben noto del «Buon pastore» del vangelo di Giovanni (Gv 10, 1-21). E se da una parte c’è tutto l’entusiasmo di iniziare questa nuova avventura che il Signore mi chiama a vivere, dall’altra parte c’è l’urgente esigenza di conformarsi sempre più a Cristo affinché chi ascolta la mia voce possa riconoscere la Sua voce, chi mi guarda possa vedere il Suo volto e chi mi segue possa trovare quei «pascoli abbondanti di vita» che il Signore prepara per i suoi figli. Arrivati a questo punto del cammino, penso che la parola più adatta da dire sia una preghiera di affidamento:

O Signore, fa che le mie parole possano manifestare la tua Parola di verità;

O Signore, fa che i miei gesti possano manifestare il tuo cuore misericordioso;

O Signore, fa che la debolezza della mia carne possa manifestare la potenza del tuo amore.

fra Filippo Rubini