Studenti e libri è il classico binomio che, ormai di tradizione, segna la ripresa delle attività di studio e ricerca dopo la pausa estiva. Aumentano i frati studenti e di conseguenza, aumentano i libri e i temi trattati: teologia e filosofia, ovviamente, ma anche storia, patrologia e antropologia: segno che fra gli studenti sono molti gli interessi. Nelle tre giornate di studio si è discusso su grandi classici come l’Introduzione al Cristianesimo di Joseph Ratzinger, La teologia dei tre giorni di Hans Urs Von Balthasar, Per una teologia ecclesiale della storia della salvezza del card. Charles Journet e Tradizione e tradizioni del card. Yves Congar.

Oltre a questi non è mancato lo spazio per testi che, in qualche caso datati, esplorano temi ancora attuali e al centro di vivaci dibattiti teologici e dottrinali: per la teologia dogmatica, studenti e professori domenicani si sono confrontati sull’escatologia, partendo dalle considerazioni del card. Giacomo Biffi nel suo Linee di escatologia cristiana, per l’esegesi ha tenuto banco l’interessante e a tratti provocatorio saggio di Paul Beauchamp, L’uno e l’altro testamento. Due interessanti spunti sulla morale (sia come filosofia, sia come teologia) dai testi di Christos Yannaras, La libertà dell’ethos e di Giacomo Samek Lodovici, L’emozione del bene. Spazio anche all’antropologia e alla storia della delle religioni con due testi del card. Julinen Ries, Il sacro nella storia religiosa dell’umanità e Il simbolo, oltre che il Trattato di storia delle religioni di Mircea Eliade.

Oltre a questi sono stati presentati e discussi Catechismo per i non credenti, di Antonin Gilbert Sertillanges, Santi segni di Romano Guardini, Simboli della Chiesa, di Hugo Rahner, La teologia del XII secolo di Marie DominiqueChenu, Il diritto liturgico di Marco Scandelli, Malattia mortale di Soren Kirkegaard, Tutti pazzi per Gödel di Francesco Berto, Storia della filosofia islamica di Henri Corbin, L’icona di Cristo, del card. Christoph Schönborn e Corpus Mysticum del card. Henri de Lubac. Si può dire che, in varie declinazioni, il tema più presente e che in qualche modo è stato il filo rosso che ha unito la maggior parte delle presentazioni, sia stato quello del segno e del simbolo, questione che finisce per toccare ambiti molto diversi, ma rivela la profonda essenza di tutte le discipline interessate, ossia quella di essere intimamente legata all’essenza stessa dell’uomo e delle sue manifestazioni.

fra Giovanni Ruotolo