
Frasi di Pier Giorgio Frassati
Durante la prima guerra mondiale viveva con dispiacere ed amarezza le tristi vicende. Ad una cameriera di casa, che già aveva perso un fratello al fronte, un giorno chiese: Natalina, non darebbe lei la vita per far cessare la guerra?. Alla risposta negativa della giovane donna, con forza replicò: Io sì che la darei, anche oggi stesso.
Un giorno ad un amico confidava:
Dopo l’affetto dei genitori e delle sorelle, uno degli aspetti più belli è quello dell’amicizia; e io ogni giorno dovrei ringraziare Dio perché mi ha dato amici così buoni che formano per me una guida preziosa per tutta la vita. Quando ci troviamo di fronte ad anime così belle non possiamo non riscontrare in esse un segno evidente dell’esistenza di Dio.
Era affascinato dalla natura:
Vorrei passare intere giornate sui monti a contemplare in quell’aria pura la grandezza del Creatore.
Prima di tutto l’apostolato dell’esempio; noi cattolici dobbiamo far sì che tutta la nostra vita sia regolata dalla legge morale cristiana; poi l’apostolato di carità, con l’andare in mezzo a coloro che soffrono e confortarli, in mezzo ai disgraziati e dir loro una buona parola perché la religione cattolica è basata sulla carità Infine l’apostolato di persuasione, e questo è uno dei più belli ed è necessario; avvicinate , o giovani, i vostri compagni di lavoro che vivono lontani dalla Chiesa. Preghiera è la nobile supplica che noi eleviamo al trono di Dio, è il mezzo più efficace per ottenere da Dio le grazie di cui abbisogniamo e specialmente la forza della perseveranza in questi tempi in cui l’odio dei figli del demonio si scatena furibondo sulle pecore fedeli all’ovile. Nel raccomandare la fervida preghiera io annovero in questa tutte le pratiche di pietà, prima fra tutte la Santissima Eucaristia.
Pier Giorgio Frassati uscendo un giorno dalla chiesa,
dopo avere fatto la comunione, teneva ancora in mano la corona del Rosario. Sui gradini, fu incontrato da un giovanotto conoscente: Oh, Pier Giorgio, sei diventato bigotto? No! Sono rimasto cristiano!
Scrisse ad un amico nel luglio del 1924:
La mia malattia è tale per cui nessun intervento umano può farla cessare. L’intervento umano potrà darmi dei rimedi che possono attutire la crisi ma non estirpare la causa del male; solo la fede può essere la mia speranza ed il mio conforto nella vita futura, perciò ti prego di pregare molto per me affinché ogni giorno rinsaldi la fede.
Scrisse di lui Filippo Turati su un giornale socialista:
Giovane e ricco, aveva scelto per sé il lavoro e la bontà. Credente in Dio, confessava la sua fede con aperta manifestazione di culto, concependola come una milizia, come una divisa che si indossa in faccia al mondo, senza mutarla con l’abito consueto per comodità, per opportunismo, per rispetto umano. Convintamene cattolico e socio della gioventù cat-tolica universitaria della sua città, diffidava i facili scherni degli scettici, dei volgari, dei mediocri, partecipando alle cerimonie religiose, facendo corteo al baldacchino dell’arcivescovo in circostanze solenni.