Ordine dei Predicatori (Domenicani) - Provincia San Domenico in Italia

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FRA PIETRO (Domenico) GUIDOLIN O.P. - COOPERATORE

 

“Venite, benedetti del Padre mio, prendete possesso del regno preparato per voi fin dall'origine del mondo”

(Mt 25,34).

 

Nato a Loria (Treviso) - 02/11/1914

Morto a Venezia - 24/5/2011

Esequie a Venezia - 27/5/2011

 

 

Fra Pietro Guidolin, al secolo Domenico, nasce a Loria (Treviso) il 2 novembre 1914, figlio di Isidoro Guidolin e di Giuseppina Simeoni, quinto di nove figli.

Dopo varie esperienze di lavoro e di servizio militare in Friuli, entra nell’Ordine dei Predicatori il 7 marzo 1942 come frate converso e vive gli anni della formazione iniziale nel convento di Bologna. L’8 agosto 1943 emette la sua professione semplice. Dopo una parentesi nel periodo bellico nel convento di Venezia, continua il suo percorso a Bologna, giungendo alla professione solenne l’8 agosto 1949. Gli anni Cinquanta vedono fra Pietro soprattutto al lavoro nella basilica di S. Domenico di Bologna. Viene assegnato a Milano, ma presto ritorna a Bologna. Alla fine degli anni Cinquanta inizia il periodo romano, vissuto in diverse sedi domenicane dell’Urbe. Nel palazzo del Sant’Uffizio collabora col commissario dell’importante congregazione romana. Dopo una breve permanenza all’Angelicum, è nel convento di S. Sabina che si svolge il periodo più lungo e significativo trascorso da fra Pietro a Roma.

A S. Sabina, sede della curia del maestro dell’Ordine, fra Pietro presta la propria assistenza ai religiosi più anziani, ma specialmente lavora come sacrista dell’importante basilica sul colle Aventino. Era per lui motivo di vanto l’aver promosso efficacemente la frequentazione di quella chiesa domenicana. Sempre a S. Sabina, egli gode della fiducia e della stima del padre Aniceto Fernàndez, maestro dell’Ordine, che ne apprezza la serietà e la disponibilità. Quando nel 1966, la provincia di affiliazione chiede al maestro il ritorno di fra Pietro nei conventi dell’Alta Italia, il maestro Fernàndez si priva a malincuore del suo apporto presso la curia generalizia. Nella memoria di fra Pietro, anche a distanza di molti anni, l’esperienza romana resterà sempre un ricordo molto positivo: diceva che il suo cuore era rimasto “a Roma e a Bologna”.

Nel 1966 il maestro lo lascia tornare in provincia e, dopo una brevissima assegnazione a Bologna, il provinciale Alfonso D’Amato nel 1967 invia fra Pietro nella nuova sede di Padova, a Rubano, dove è stata appena fondata la scuola apostolica domenicana. Dalla metropoli di Roma, fra Pietro passa quasi subito alla campagna intorno a Padova. A Rubano infatti egli si occupa per molti anni delle coltivazioni e dell’allevamento di animali, nei terreni che circondano l’insediamento dei Domenicani. Per circa trent’anni, egli lavora ogni giorno come agricoltore nei campi, al fine di contribuire al sostentamento della piccola comunità dei frati e dei numerosi ragazzi ospiti della struttura. Riesce a superare brillantemente anche un incidente stradale occorsogli negli anni Ottanta, riprendendo come prima il proprio lavoro. Con la soppressione della comunità di Padova, nel 1998 fra Pietro viene assegnato al convento dei SS. Giovanni e Paolo di Venezia, dove collabora alla gestione della grande basilica e della sacrestia. Molti in questi anni lo hanno potuto conoscere come orante, e hanno potuto imparare da lui la bellezza e l’importanza di pregare per rinnovare una intimità col Signore. È questa la sua ultima esperienza, quella portata avanti fin quasi al termine di una lunghissima vita dedicata al Signore nell’Ordine dei Predicatori. Circa un mese fa inizia l’ultimo percorso della sua vita con un ricovero nell’attiguo ospedale che non gli ha permesso più di riprendere la vita di convento che tanto amava. Fino agli ultimi istanti della sua vita è stato accompagnato dai suoi numerosi nipoti che sempre teneva nel cuore e per i quali sempre ha pregato e raccomandato a Maria. Il Signore ha provveduto con una laica domenicana di Rubano (Pd) che non lo ha lasciato fino alla fine, accudendolo, e accompagnandolo con la preghiera.

Dopo aver celebrato con lui il rosario e la liturgia che accompagna i moribondi da poco passata la mezzanotte del 24 maggio Festa della Traslazione del S. Padre Domenico fra Pietro è morto consegnandosi nella braccia del Padre che ha conosciuto e che ha annunciato con la sua vita.

 

 

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