“Ho scelto di rappresentare i santi della devozione popolare e quindi di mantenere i simboli che li caratterizzano e che li rendono riconoscibili ma ritraendo delle persone che appartengono alla mia quotidianità e ho iniziato proprio dai miei amici e mi sono semplicemente guardata intorno, ho guardato in faccia chi mi stava accanto e ho dato a questi santi un volto contemporaneo, quotidiano. La definizione di papa Francesco nell’enciclica Gaudete et Exsultate chiamandoli i “santi della porta accanto” è straordinariamente calzante. La parte più bella di tutto il progetto è il momento dell’incontro con la persona da ritrarre: dopo che ho studiato il santo e “l’ho fatto mio” inizia la ricerca, una vera propria caccia al santo a partire dal primo che incontro sulle scale del palazzo, per strada, a scuola, in piscina, ecc. È la parte performativa più intensa e intima del progetto e ognuna accade in modo talmente particolare e unico che meriterebbe di essere raccontata. Un inno all’esistenza in quanto tale, alla bellezza dell’essere umano in tutte le sfaccettature del suo vivere nella regalità del quotidiano”. Così Roberta Dallara, autrice del san Domenico in copertina per questo nuovo anno di Dominicus. Avevo visto le sue opere per caso, entrando in una chiesa di Bologna, e ho pensato che un san Domenico “pop” era quello che ci voleva per ricordarci che, come aveva fatto lui, dobbiamo cercare la santità fra la gente che ci circonda, riconoscerla e aiutarla a risplendere, per quanto possiamo. Dobbiamo perderci nella bellezza del popolo santo di Dio.

fra Enrico Arata

il num. 1 del 2021 di Dominicus
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