Ordine dei Predicatori (Domenicani) - Provincia San Domenico in Italia

Menu principale:


Undicesimo modo in punta dei piedi con le mani verso l'alto a freccia

LE 14 MANIERE DI PREGARE DI SAN DOMENICO

secondo Bartolomeo da Modena (1470)

Undicesimo modo

in punta dei piedi con le mani verso l'alto a freccia

 

Immagine originale

 

Immagine ritoccata e rielaborata elettronicamente

 

Per quanto riguarda le immagini e i testi che seguono, cf le indicazioni nel file Note tecniche e più ampiamente nel file Introduzione. Nel testo del Commento si usano due abbreviazioni ricorrenti: * R = il Codice Rossi 3 delle Nove maniere di pregare di S. Domenico * M = il Codice catalano conservato a Madrid delle Nove maniere di pregare di S. Domenico.

 

Testo di Bartolomeo da Modena

11. L’undicesima maniera consisteva nel pregare alzandosi sulla punta dei piedi e tenendo le mani alzate e congiunte sopra il capo, come una freccia lanciata con forza verso il cielo, in questo modo.

Non restava però a lungo in questa posizione, ma dopo un po’ di tempo tornava in sé, come se fosse giunto da un paese lontano dopo lungo cammino e come se fosse un cittadino del cielo pellegrino in questo mondo. E fu udito dire: «Esaudisci, o Signore, la voce della mia orazione, mentre Ti prego levando le mani verso il tuo tempio. Salga al tuo cospetto la mia preghiera, e l’elevazione delle mie mani verso di Te sia come sacrificio vespertino» (Sal 140,1-2).

 

Commento

Questa decima maniera di pregare (settima in R e M) manifesta l’inventiva di S. Domenico nella manifestazione esterna della sua profonda pietà.

Questo suo atteggiamento in preghiera sembra infatti del tutto sconosciuto sia nella tradizione biblica che in quella primitiva cristiana. È invece un comune gesto di rispetto in India, dove per salutarsi si congiungono le palme una contro l’altra e vengono alzate più o meno secondo la dignità della persona cui si intende rendere omaggio. Quando ci si rivolge alla divinità vengono addirittura alzate oltre la testa.

Bella poi l’analogia della freccia lanciata verso il cielo - che ritroviamo in R - per esprimere la quale il miniaturista si è visto costretto ad andare oltre il tetto dorato che racchiude la scena. Si noti infine l’angelo che porge al Santo la catena con cui poi dovrà disciplinarsi.

 


Torna ai contenuti | Torna al menu