LE 14 MANIERE DI PREGARE DI SAN DOMENICO
secondo Bartolomeo da Modena (1470)
Sesto modo
inginocchiato con il volto a terra e le braccia aperte
Immagine originale

Immagine ritoccata e rielaborata elettronicamente

Per quanto riguarda le immagini e i testi che seguono, cf le indicazioni nel file Note tecniche e più ampiamente nel file Introduzione. Nel testo del Commento si usano due abbreviazioni ricorrenti: * R = il Codice Rossi 3 delle Nove maniere di pregare di S. Domenico * M = il Codice catalano conservato a Madrid delle Nove maniere di pregare di S. Domenico.
Testo di Bartolomeo da Modena
6. La sesta maniera di pregare era questa. Stava inginocchiato, inclinando il volto sopra la terra, con le braccia aperte, facendo molta violenza, con grande fatica, a tutte le sue forze e facoltà del corpo, in questo modo.
E allora diceva: «Dal profondo ho gridato a Te, o Signore; Signore, esaudisci la mia preghiera. Siano le tue orecchie attente alla voce della mia preghiera. Se Tu, o Signore, consideri le iniquità, chi potrà sussistere?» (Sal 129,1-3).
Commento
Si noti nella miniatura l’angelo che porta una torcia accesa. Potrebbe trattarsi di una variante della fiaccola, divenuta poi simbolo dell’Ordine, sognata dalla madre di S. Domenico quando ancora lo portava in seno (Libellus de initio Ordinis, 5).
La citazione del Salmo 129, ripresa dalla quarta maniera di pregare di R, potrebbe far pensare che questa sesta maniera del codice bolognese si riferisca a quella. In realtà R, dopo un accenno alla preghiera che S. Domenico faceva inginocchiato, si sofferma a narrare delle sue ripetute abituali genuflessioni e la miniatura che dovrebbe illustrarle sdoppia invece la figura del Santo mostrandolo in due momenti diversi, in ginocchio prima e poi in piedi. Testo e miniatura del nostro codice sembrano invece preoccupati a coglierne l’atteggiamento delle braccia. Tratteranno delle sue numerose genuflessioni nella ottava delle sue maniere di pregare.
