E con questo sono 50. 50 anni di incontri e di iniziative con le quali il Centro san Domenico è diventato un luogo importante per confrontarsi, discutere, cercare di comprendere il presente e pensare il futuro. Martedì 15 ottobre con la conferenza del professor Luciano Canfora è partito l’anno di attività che si concluderà nel 2020 quando, appunto si festeggerà il mezzo secolo del centro. Ma che anni sono stati in termini di incontro, dialogo, relazione con la città. Un luogo in cui le voci più interessanti e della vita sociale della città hanno potuto confrontarsi. voci cattoliche, come quelle di Karol Wojtyla, Joseph Ratzinger, Giacomo Biffi, Carlo Caffarra e ora di Matteo Zuppi, ma anche laiche. L’intuizione, ai tempi, di padre Michele Casali, viva ancora ancora oggi è quello di un luogo di dialogo che non può non essere caratterizzato, ma che non rinuncia a parlare anche degli argomenti più complicati o ad avere una pluralità di punti di vista. “Abbiamo avuto – spiega padre Giovanni Bertuzzi, direttore del centro – anche personaggi che hanno fatto molto discutere” anche così che il centro ha visto riconosciuta la sua autorevolezza. Il Centro è stato frutto dell’apostolato di padre Michele Casali che, dopo aver cominciato la sua attività di sacerdote, in modo particolare come confessore e come direttore spirituale. La sua cura delle anime, in particolare ricorda padre Bertuzzi, lo aveva portato in molti ambienti di Bologna in cui aveva avuto modo di confrontarsi con molte situazioni di disagio spirituale, ma anche di tipo umano e sociale. Ricordiamo che siamo fra il ‘68 e la drammatica decade che arriva alla fine degli anni ‘70, in una società che, smaltita la sbornia del boom economico, stava affrontando anni difficili, anni anche feroci.
In un certo senso, il Centro san Domenico ha provato ad essere un antidoto contro il veleno che circolava. Proprio di martedì, giorno particolarmente caro a noi domenicani, in quanto legato alla memoria del nostro fondatore, il padre Casali, si incoraggiamento dell’allora provinciale, padre Enrico Rossetti, iniziò con gli incontri del Centro san Domenico: era il 1970. “Mi piace ricordare questa data – dice ancora padre Bertuzzi – perché questi sono gli anni in cui l’apostolato di padre Casali ha dato i suoi migliori frutti: ha fondato il Centro san Domenico, ha creato un gruppo di giovani che si riunivano al venerdì per la messa” e anche molto altro. In tutto questo, padre Casali non ha mai lasciato che queste iniziative fossero scollegate dal suo ministero di frate domenicano e sacerdote, anche quando promuoveva iniziative sociali come il Telefono amico, e poi, in seguito, il Telefono azzurro, anche grazie ai martedì di san Domenico. Dopo il Centro, alla fine degli anni ‘70 è stata fondata anche la rivista: un bel segno di fede creare strumenti di dialogo, quando per il dialogo non sembra esserci più spazio e, per certi versi, le necessità a cui il Centro e la Rivista rispondono sono ancora validi.
Quest’anno, spiega il padre Bertuzzi “ci occuperemo del tema della parola, anche in chiave di predicazione e di quello della memoria, anche per ricordare alcuni personaggi del passato di Bologna, ma anche quello della povertà, da tutti i punti di vista e, in particolare riflettendo sulle varie forme di povertà, non solo quella materiale, ma anche quella morale e spirituale”. Così, mentre in convento si vive l’800° anno di fondazione del convento, il programma del Centro san Domenico (che si può trovare sul sito del centro San Domenico, cliccando qui). Meglio controllare spesso, perché padre Bertuzzi e il presidente del Centro, Luigi Stagni, stanno preparando delle sorprese. Quali? se diciamo tutto subito non è più una sorpresa!

fra Giovanni Ruotolo