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BEATO GIACOMO DA ULMA
religioso, cooperatore santo e artista domenicano 1407 – 1491
11 ottobre

Beato Giacomo da Ulma o.p.

Dati biografici
       Giacomo Griesinger nacque a Ulma (Wurttemberg) nel 1407, secondogenito di una numerosa e agiata famiglia. Il padre Teodorico, “convinto cristiano, fedele , devoto e dedito a opere di misericordia”, gli garantì con la sua attività una buona formazione.
Giacomo frequentò la scuola, imparò il latino e anche l’arte, molto diffusa nella sua patria, della composizione di vetrate istoriate. A 25 anni, 1432, con il permesso e la benedizione del padre, Giacomo lascio Ulma per recarsi in pellegrinaggio a Roma. Giunto all’inizio della quaresima trascorse tutto quel periodo nella preghiera e nella visita alle chiese di Roma per prepararsi alla confessione e alla comunione.

       Al momento del ritorno in patria il giovane non aveva denaro sufficente per affrontare il lungo viaggio. Decise allora di scendere a Napoli per arruolarsi come mercenario nell’esercito di Alfonso duca di Calabria,. Rimase in servizio per quattro anni mantenendosi immune da ogni vizio. Fu così amareggiato per uno scherzo blasfemo che decise di lasciare l’esercito e cercò un nuovo lavoro. A Capua, per 5 anni, fu intendente in casa di un ricco signore. Giacomo decise di tornare a casa. Ma dovette fermarsi a Bologna non avendo i mezzi per proseguire. Si arruolò allora nella milizia del Duca di Milano. La visita alle chiese di Bologna lo condusse alla chiesa di s. Domenico, dove incontrò i Domenicani. Affascinato dalla vita e dal fervore di quei religiosi, toccato da una grazia speciale, decise di entrare nel loro Ordine.

       A 34 anni Giacomo ricevette l’abito come “converso”, cioè come semplice religioso non sacerdote dedito ai lavori manuali della comunità. Si dedicò con generosità e fermezza all’osservanza delle regole e dell’esercizio delle virtù, i particolare dell’umiltà e della pazienza. Il tempo che non trascorreva in preghiera Fra Giacomo lo usava per dipingere vetrate, arte in cui eccelleva.

       Amabile ed esemplare, dopo una vita integerrima e austera, morì a 84 anni, l’11 ottobre 1491. La fama della sua santità si diffuse rapidamente e si accrebbe nel tempo fino al riconoscimento ufficiale di Leone XII, nel 1825, che lo proclamò Beato.

Il Beato
       Il Beato Giacomo da Ulma, noto per la sua arte della composizione di vetrate istoriate, viene ricordato dagli storici anche per lo splendore della sua santità. Lo sotirco Girolamo Borselli, che visse 36 anni con il Beato Giacomo nel convento di Bologna scrive: “cooperatore tedesco dell’Ordine dei Predicatori, uomo meraviglioso per santità e illustre per miracoli operarti in via e in morte morì e fu sepolto nella chiesa di s. Domenico … per i suoi meriti si compiono miracoli e vengono concesse molte grazie, come è evidente dagli ex?voto, dai quadretti e dalle candele che ogni giorno vengono portati nel suo sepolcro”.
       Fr. Ambrogino da Soncino visse 33 anni con il B. Giacomo e gli fu discepolo non solo nell’arte vetraria. Dopo la morte del maestro scrisse la sua vita “affinché non fossero dimenticate le sue virtù cristiane e religiose delle quali egli soprattutto era a conoscenza. Questa Vita fu pubblicata a Bologna nel 1501, rappresenta la prima fonte per conoscere la fonte e la ricca personalità del B. Giacomo.
       Uomo retto e pio, dopo il suo ingresso nell’Ordine rifulse soprattutto per la virtù dell’umiltà, per lo spirito di penitenza e per la preghiera che egli elevava a Dio quasi continuamente. L’iconografia lo rappresenta sempre in preghiera davanti al Crocifisso o all’immagine della Vergine di cui era devotissimo. La sua preghiera preferita era il Padre Nostro.

(Tratto dall’opuscolo sul beato edito dall’ESD)


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