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SANTA CATERINA DE RICCI
Vergine 1522 – 1590
4 febbraio

       Il mistero della Passione tesse la trama della vita di S. Caterina de' Ricci.

       Dopo aver ricevuto la prima educazione presso la zia abbadessa benedettina del convento di Monticelli, a 13 anni Alessandra entra nel convento del Terz'Ordine Domenicano regolare di S. Vincenzo a Prato, dove il 18 maggio del 1535 riceve dallo zio, Padre Timoteo Ricci, l'abito e il nome di suor Caterina.
       Figlia di S. Domenico, apostolo ardente della Verità per la salvezza delle anime, Caterina fa della propria vita una predicazione vivente, grazie anche ai numerosi doni mistici straordinari, tra i quali spiccano le nozze mistiche con lo Sposo divino, contrassegnate dal sigillo delle stigmate e dalle estasi della Passione, rivissuta settimanalmente per ben 12 anni, e numerosi altri carismi.
       santa Caterina de Ricci o.p. Divenuta per elezione priora del convento, ottiene dal Signore che le stigmate rimangano invisibili, governa per molti anni la Comunità con mirabile saggezza e prudenza, sotto la guida di Maria, della quale partecipa il dolore durante la passione del Figlio, avendo ricevuto da Lui la grazia mistica del cambio del cuore con quello della sua santissima Madre, affinché possa amarLo con un amore simile al suo. A lei si deve la raccolta dei "versetti della Passione", meditazione paraliturgica composta di brani della S. Scrittura, la cui recita è in uso nell'Ordine ogni venerdì di quaresima.
       Pur dal chiuso del suo convento Caterina esprime la carità del Cristo non solo con la preghiera e la partecipazione al suo patire, ma anche moltiplicando le iniziative di carità concreta per i derelitti del suo ambiente, ad aiuto dei quali sollecita la collaborazione di chi può dare di più, autorità comprese, per alleviarne le sofferenze, in particolare soccorre i poveri, i carcerati, le fanciulle in età da marito senza dote, per sovvenire le quali giunge a chiedere la dispensa dal voto di povertà per amministrare meglio e con più libertà i donativi ed i lasciti ricevuti a questo scopo.
       Sensibile agli affetti, attenta alle sfumature più segrete degli animi, Caterina con fine intuito previene le reazioni, partecipa alle gioie ed ai dolori degli altri, si adopera a sanare i conflitti interiori e le ferite dei cuori, a pacificarli tra loro e con Dio, sempre pronta a confortare, a ridare fiducia. Compassionevole di ogni pena fisica e spirituale cerca di lenirla con ogni mezzo, offrendosi come vittima d'amore per tutti coloro che ha conosciuto in tutto il mondo e perfino nell'oltretomba.
       Il monastero diviene meta di pellegrinaggio anche da parte di principi, uomini illustri e prelati, e di chiunque cerchi nella Santa guida, consiglio, consolazione, di cui è generosa dispensatrice con tutti. Grazie alla sua amicizia con S. Maria Maddalena de' Pazzi, con S. Pio V, S. Carlo Borromeo, S. Filippo Neri ed altre persone autorevoli in campo ecclesiale, irradia indirettamente la propria luce spirituale sullo stesso Concilio di Trento.
       Dei numerosi rapporti con persone di ogni ceto e condizione ci resta un abbondantissimo epistolario, ricco di saggezza e di umanità.
       Viene canonizzata da Benedetto XIV il 29 giugno 1746. Il suo corpo riposa nella chiesa del monastero di S. Vincenzo.
       Ha donato alla Chiesa l'esempio di un umanesimo ricco di una femminilità dolce, sicura, equilibrata, armoniosa,rispettosa della libertà e delle caratteristiche personali esistenziali e sociali di ciascuno.
       Propone una religiosità gioiosa, vissuta come rapporto filiale e confidenziale con Dio, nella letizia e nella magnanimità del cuore, senza angustie, senza scrupoli esagerati, senza penitenze esagerate, con serenità, equilibrio, gradualità, adattandola alle caratteristiche ed alle esigenze vocazionali specifiche di ogni persona.


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